Il viaggio ci porta a percorrere tutta la costa del "mare nostrum" per afforntare poi, al ritorno, la più scabrosa parte interna della nazione nata dalla forzosa unione di razze, culture, religioni, usi, idiomi e costumi diversi: italiani nella zona dalmata, slavi in quella danubian, turchi ed islamici nella subasiatica.
Rilevanti città, affascinanti panorami, mari sicuramente fra i più belli dell'intera area mediterranea, si scontrano purtroppo con notevoli disagi dovuti a disastrose condizioni igieniche, supermercati (?) e negozi più spogli di una pornostar sotto la doccia, campeggi fatiscenti cui è fatto d'obbligo appoggiarsi causa l'assoluto divieto di sosta libera, acqua non sempre potabile e, a condire il tutto, la somma scortesia delle genti particolarmente accentuata fra i serbi.
Eventuali cadute d'attenzione espongono inesorabilmente a furti e raggiri vari (particolare attenzione si presti ai distributori di carburante dove si riscontrano costi di accentuata variabilità e la quantità, erogata da obsolete pompe, non è mai controllabile data la "temporanea avaria" dei congegni contalitri)
Accurati controlli si meritano anche gli uffici cambio delle banche, i tassi oscillano in misura sorprendente, a volte addirittura del 20-30% , non di rado, vengono rifilate banconate fuori corso. Si tenga, inoltre, presente che la valuta in eccesso non potrà essere riconvertita al momento d'uscita dalla Repubblica Federativa, consigliabile quindi il cambiare di volta in volta piccole somme anche se ciò comporta un maggior numero di quote di commissioni bancarie.
Un discorso a parte dev'essere fatto per la circolazione stradale; oltre alle miserrime condizioni della pavimentazione, una costante e vigile attenzione si deve rivolgere al comportamento degli spregiudicati modi di guida dagli autisti di mezzi pesanti ed automobilastri vari, fantasiosi interpreti del codice stradale (se mai ne esiste uno).
La lingua italiana è, bene o male, da tutti compresa sino a Dubrovnik, inglese fra i giovani e tedesco fra i più anziani risultano abbastanza diffusi, pressoché sconosciuto il francese. Nelle zone interne di Montenegro e Kosovo solo il linguaggio dei gesti permette di stabilire un approssimativo contatto con genti dall'idioma e grafia (cirillico) totalmente impenetrabile.
Nota distintiva della stragrande maggioranza della popolazione risulta l'indole assolutamente scorbutica, con copiosi sconfinamenti nell'indisponente, inurbano e, non di rado, apertamente ostile.Eventuali cadute d'attenzione espongono inesorabilmente a furti e raggiri vari (particolare attenzione si presti ai distributori di carburante dove si riscontrano costi di accentuata variabilità e la quantità, erogata da obsolete pompe, non è mai controllabile data la "temporanea avaria" dei congegni contalitri)
Accurati controlli si meritano anche gli uffici cambio delle banche, i tassi oscillano in misura sorprendente, a volte addirittura del 20-30% , non di rado, vengono rifilate banconate fuori corso. Si tenga, inoltre, presente che la valuta in eccesso non potrà essere riconvertita al momento d'uscita dalla Repubblica Federativa, consigliabile quindi il cambiare di volta in volta piccole somme anche se ciò comporta un maggior numero di quote di commissioni bancarie.
Un discorso a parte dev'essere fatto per la circolazione stradale; oltre alle miserrime condizioni della pavimentazione, una costante e vigile attenzione si deve rivolgere al comportamento degli spregiudicati modi di guida dagli autisti di mezzi pesanti ed automobilastri vari, fantasiosi interpreti del codice stradale (se mai ne esiste uno).
La lingua italiana è, bene o male, da tutti compresa sino a Dubrovnik, inglese fra i giovani e tedesco fra i più anziani risultano abbastanza diffusi, pressoché sconosciuto il francese. Nelle zone interne di Montenegro e Kosovo solo il linguaggio dei gesti permette di stabilire un approssimativo contatto con genti dall'idioma e grafia (cirillico) totalmente impenetrabile.


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