1990 - GULE GULE TURKYE


Un viaggio desiderato da tempo, accuratamente preparato a tavolino ed anche un pochino temuto per i molti interrogativi che ci siamo più volte posti.
Un itinerario di lunga percorrenza con il doppio attraversamento di quella Jugoslavia dalla sperimentata inospitalità, le strade, i rifornimenti, il clima, i desrti territori interni, le genti, la religione, le usanze, la storia (mamma li turchi!) Forse proprio questo stimola la curiosità e la voglia di metterci alla prova.
Si rivelerà un lungo viaggio
costellato di numerosi eventi negativi, sia di salute che meccanici, che ci hanno fatto sorgere il non infondato dubbio di aver violato qualche ancestrale tabù capace di suscitare le ire degli dei i cui spiriti ancora aleggiano su quelle terre dove miti e leggende sono presenti e quasi palpabili.
Rimarranno comunque indelebili nella memoria luoghi, colori, suoni, odori e profumi, situazioni, sapori, mito e quotidianità, personaggi strani e visioni fantanstiche.
Istambul, ammassata sul Bosforo con l'inc
redibile sua capacità di far coesistere situazioni comuni a qualsiasi grande città occidentale con la vita che si dipana nelle "sakaklar" le strette vie adiacenti a quel pentolone di umanità in ebollizione che risponde al nome di Gran Bazar, l'allucinante traffico che non trova eguali e le ovattate atmosfere di moschee e palazzi dei sultani.
Ankara modesto insediamento di pastori improvvisamente trovatosi capitale per volere politico.
La favolosa Cappadocia dove la mano del
la natura ha incontrato quella dell'uomo giocando a scolpire forme strane e bizzarre.
Monumenti e testimanianze tramandate dalle civiltà passate di Troia, Efeso, Pergamo, segni lasciati da Crociati e Templari, vestigia ittite e modernew stazioni balneari assediate dal cannibalesco turismo di massa.
Il venditore di tappeti che, visto il mio totale disinteresse per i suoi pur pregevoli manufatti, ha proposto l'acquisto di mia figlia per un non ben precisato numero di cammelli accontentandosi infine di un consolatore bacetto sulla guancia.
Ragazzini dagli occhi di brace che alla vista del nostro figliolo dal teutonico aspetto lo catturano per giocare invitandolo a visitare le loro case.
Se è vero che viaggiare significa "diventar del mondo esperto" (Dante, Inferno XXVI) l'esperienza turca rappresenta un ben n
otevole arricchimento.

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