

La nostra attenzione, questa volta, è riservata a quei Paesi che con Italia, Germania Ovest e Francia a seguito dei trattati di Roma nel 1957 sancirono la costituzione della CEE, innalzando così il primo pilastro di quella che sarebbe diventata l'attuale Unione Europea.
Eccoci dunque dirigerci alla volta del "Benelux".
Iniziamo con il Belgio, nazione marcatamente multietnica e cosmopolita, conseguentemente al fatto di essere sede di importanti organismi internazionali e dal lungo possesso di colonie oltremare. Africani, asiatici, greci, turchi, senza dimenticare i moltissimi italiani, vivono ormai da generazioni in questa che fu una delle prime nazioni che ebbe a subire la rivoluzione industriale nel continente europeo, con il conseguente forte movimento immigratorio fin dal XIX° secolo.
Questa peculiarità, unita alla particolare posizione geografica, ne fanno il cuore del Vecchio Continente, espressione delle due principali matrici linguistiche e culturali d'Europa: la neolatina e la sassone-germanica. Sono tre le aree linguistiche i cui confini sono netti e ufficialmente riconosciuti; al nord la comunità fiamminga parla il neerlandese, al sud i valloni parlano francese e, ad est la popolazione germanofona parla tedesco. Le tre lingue hanno pari riconoscimento seppur non identica diffusione percentuale.
Il territorio non presenta particolari attrattive paesaggistiche, si incontrano vaste zone in cui è predominante l'aspetto industriale con grandi impianti siderurgici e tutt'altro che attraenti colline di scorie; vasti orizzonti leggermente inclinati che arrivano sino al mare e monotone pianure il cui solo pregio risiede nell'ammirare la tenacia con cui l'uomo ha saputo trasformare terre salate in fertili campi.
L'Olanda ben si merita l'appellativo di "Paesi Bassi" dove assai raramente la quota del territorio raggiunge il metro sul livello del mare. La società è segmentata in compartimenti stagni, ognuno occupato da una diversa etnia incomunicante con le altre a causa delle troppo marcate diversità culturali, ideologiche e religiose con un eccessivo provilegiare le libertà e differenze dell'individuo a scapito di un' omogeneità sociale.
Accanto a piccoli centri dove la vita scorre (anche troppo ) tranquilla, si trovano le grandi città pullulanti di locali a luci rosse dove prostituzione ed omosessualità sono legalizzate, numerosi i coffe-shop, locali autorizzati alla vendita di sostanze stupefacenti dov'è possibile trovare, provare e d avere consigli sulla varietà dei prodotti offerti in vendita.
Le evidenti diversità hanno soffocato anche la classica immagine dell'olandesina con cuffietta a punta, trecce bionde e zoccoli ai piedi. La babele di lingue parlate va dalla lingua ufficiale neerlandese al frisone, ai vari dialetti francofoni o sassoni che hanno pur qualche forma di riconoscimento ufficiale, per finire ai vari arabo, turco, cinese, afrikaan o malese degli immigrati, senza dimenticare che una gran parte della popolazione giovanile di Amsterdam pare essere composta da ragazzi italiani che qui hanno fissato l'appuntamento con la trasgressione.
Altrettanto variegato il panorama che, da avveniristiche architetture dei centri altamente industrializzati, passa ai polder piatti e verdeggianti, percorsi da fiumi e canali dove si specchiano mucche e mulini a vento, per terminare in coste disseminate di basse dune sabbiose poritette da poderosi sbarramenti e dighe.
Infine il Lussemburgo, una nazione così piccola che, sulle carte stradali, i suoi confini trovano fatica a contenerne il nome per intero. Questo che risulta essere l'unico Granducato esistente al mondo è di assoluto nullo interesse turistico, ma punto di riferimento per la valutazione della qualità della vita e modello di efficienza finanziaria anche in virtù di una legislazione particolarmente propiziatoria che ne ha fatto una sorta di paradiso fiscale.
Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui è stato coniato il motto della nazione: "Mir welle bleiwe wat mur sin - Vogliamo rimanere ciò che siamo"
Eccoci dunque dirigerci alla volta del "Benelux".
Iniziamo con il Belgio, nazione marcatamente multietnica e cosmopolita, conseguentemente al fatto di essere sede di importanti organismi internazionali e dal lungo possesso di colonie oltremare. Africani, asiatici, greci, turchi, senza dimenticare i moltissimi italiani, vivono ormai da generazioni in questa che fu una delle prime nazioni che ebbe a subire la rivoluzione industriale nel continente europeo, con il conseguente forte movimento immigratorio fin dal XIX° secolo.
Questa peculiarità, unita alla particolare posizione geografica, ne fanno il cuore del Vecchio Continente, espressione delle due principali matrici linguistiche e culturali d'Europa: la neolatina e la sassone-germanica. Sono tre le aree linguistiche i cui confini sono netti e ufficialmente riconosciuti; al nord la comunità fiamminga parla il neerlandese, al sud i valloni parlano francese e, ad est la popolazione germanofona parla tedesco. Le tre lingue hanno pari riconoscimento seppur non identica diffusione percentuale.
Il territorio non presenta particolari attrattive paesaggistiche, si incontrano vaste zone in cui è predominante l'aspetto industriale con grandi impianti siderurgici e tutt'altro che attraenti colline di scorie; vasti orizzonti leggermente inclinati che arrivano sino al mare e monotone pianure il cui solo pregio risiede nell'ammirare la tenacia con cui l'uomo ha saputo trasformare terre salate in fertili campi.
L'Olanda ben si merita l'appellativo di "Paesi Bassi" dove assai raramente la quota del territorio raggiunge il metro sul livello del mare. La società è segmentata in compartimenti stagni, ognuno occupato da una diversa etnia incomunicante con le altre a causa delle troppo marcate diversità culturali, ideologiche e religiose con un eccessivo provilegiare le libertà e differenze dell'individuo a scapito di un' omogeneità sociale.
Accanto a piccoli centri dove la vita scorre (anche troppo ) tranquilla, si trovano le grandi città pullulanti di locali a luci rosse dove prostituzione ed omosessualità sono legalizzate, numerosi i coffe-shop, locali autorizzati alla vendita di sostanze stupefacenti dov'è possibile trovare, provare e d avere consigli sulla varietà dei prodotti offerti in vendita.
Le evidenti diversità hanno soffocato anche la classica immagine dell'olandesina con cuffietta a punta, trecce bionde e zoccoli ai piedi. La babele di lingue parlate va dalla lingua ufficiale neerlandese al frisone, ai vari dialetti francofoni o sassoni che hanno pur qualche forma di riconoscimento ufficiale, per finire ai vari arabo, turco, cinese, afrikaan o malese degli immigrati, senza dimenticare che una gran parte della popolazione giovanile di Amsterdam pare essere composta da ragazzi italiani che qui hanno fissato l'appuntamento con la trasgressione.
Altrettanto variegato il panorama che, da avveniristiche architetture dei centri altamente industrializzati, passa ai polder piatti e verdeggianti, percorsi da fiumi e canali dove si specchiano mucche e mulini a vento, per terminare in coste disseminate di basse dune sabbiose poritette da poderosi sbarramenti e dighe.
Infine il Lussemburgo, una nazione così piccola che, sulle carte stradali, i suoi confini trovano fatica a contenerne il nome per intero. Questo che risulta essere l'unico Granducato esistente al mondo è di assoluto nullo interesse turistico, ma punto di riferimento per la valutazione della qualità della vita e modello di efficienza finanziaria anche in virtù di una legislazione particolarmente propiziatoria che ne ha fatto una sorta di paradiso fiscale.
Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui è stato coniato il motto della nazione: "Mir welle bleiwe wat mur sin - Vogliamo rimanere ciò che siamo"

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