
Giust0 trent'anni orsono mi affacciavo per la prima volta a quei territori allora costretti sotto una difficilmente penetrabile coltre silenziosa. A così notevole distanza di tempo si accende la curiosità di vedere cosa sia cambiato dopo il 9 novembre 1989, giorno che vide il memorabile crollo del "muro di Berlino". L'iniqua barriera, dall'agosto 1961, rappresentò la tappa finale di 239 cittadini della Germania dell'est uccisi dalle guardie del regime, i famigerati "Vopos" (senza contare gli innumerevoli feriti e gli oltre 60.000 incarcerati), mentre tentavano di raggiungere la zona ovest della città e con essa la libertà perduta nel 1949 quando, alla fine della seconda guerra mondiale, unilateralmente la Sovjetische Besatzungszone, zona di occupazione sovietica, venne dichiarata Deutsche Demokratische Republik.

Ecco così nascere l'idea di questo viaggio il cui itinerario si dipana quasi totalmente nel cuore di quella che fu la Prussia, una regione poco battuta dal turismo, con le sue genti osservanti (fin troppo) del raziocinio e del senso del dovere, con la grande metropoli tornata capitale che rinasce faticosamente dalle ceneri della guerra e di una lunga e soffocante oppressione. Antiche città con profonde radici storiche e culturali, tipiche cittadine, castelli immersi nel verde, luoghi dall'atmosfera particolare dove natura e tradizione si confondono armoniosamente. Infine, occasioni che paiono fatte apposta per sfatare il luogo comune che i tedeschi mangiano solo patate e wurstel e bevono solo birra.

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