1986 - DOUCE FRANCE



Il ricordo delle tribolazioni patite lo scorso anno è ancora sufficientemente vivido per indurci alla programmazione di un viaggio che all'interesse di visita non disgiunga agevoli possibilità di rifornimenti, un minimo di igiene ambientale e possibilità di soste in tranquillità. Tutto deve essere assunto in dosi ragionevoli, figurarsi i disagi!
Decidiamo quindi di far visita al paese transalpino, meta assai apprezzabile per storia, arte e bellezze naturali. Si aggiunga la risaputa buona accoglienza nei confronti del turismo itinerante e risulta facile rivolgere l'attenzione a questo itinerario.
Ecco così susseguirsi la splendida Parigi della quale non è possibile elencare i più rilevanti motovi d'interesse, ognuno segua il percorso suggerito dalle personali priorità ed interessi, tanto ce n'è per tutti i gusti.
Le coinvolgenti visioni della Normandia, tra siti naturali stupendi ed emozionanti ricordi storici.
I monumenti megalitici ed il folclore della Bretagna.
La selvaggia solitudine della Cornovaglia.
Gli autentici gioielli architettonici dei castelli della Valle della Loira.
E, non certo ultimi, accattivanti sapori enogastronimici.





1985 - Luci ed ombre sui Balcani


I bambini sono ormai collaudati, decidiamo quindi per una meta più "esotica" scegliendo quella Jugoslavia che a motovi paesaggistici ed artistici non disgiunge il piacere di bagni di mare che sempre affascinano i più piccini.
Il viaggio ci porta a percorrere tutta la costa del "mare nostrum" per afforntare poi, al ritorno, la più scabrosa parte interna della nazione nata dalla forzosa unione di razze, culture, religioni, usi, idiomi e costumi diversi: italiani nella zona dalmata, slavi in quella danubian, turchi ed islamici nella subasiatica.
Rilevanti città, affascinanti panorami, mari sicuramente fra i più belli dell'intera area mediterranea, si scontrano purtroppo con notevoli disagi dovuti a disastrose condizioni igieniche, supermercati (?) e negozi più spogli di una pornostar sotto la doccia, campeggi fatiscenti cui è fatto d'obbligo appoggiarsi causa l'assoluto divieto di sosta libera, acqua non sempre potabile e, a condire il tutto, la somma scortesia delle genti particolarmente accentuata fra i serbi.
Eventuali cadute d'attenzione espongono inesorabilmente a furti e raggiri vari (particolare attenzione si presti ai distributori di carburante dove si riscontrano costi di accentuata variabilità e la quantità, erogata da obsolete pompe, non è mai controllabile data la "temporanea avaria" dei congegni contalitri)
Accurati controlli si meritano anche gli uffici cambio delle banche, i tassi oscillano in misura sorprendente, a volte addirittura del 20-30% , non di rado, vengono rifilate banconate fuori corso. Si tenga, inoltre, presente che la valuta in eccesso non potrà essere riconvertita al momento d'uscita dalla Repubblica Federativa, consigliabile quindi il cambiare di volta in volta piccole somme anche se ciò comporta un maggior numero di quote di commissioni bancarie.
Un discorso a parte dev'essere fatto per la circolazione stradale; oltre alle miserrime condizioni della pavimentazione, una costante e vigile attenzione si deve rivolgere al comportamento degli spregiudicati modi di guida dagli autisti di mezzi pesanti ed automobilastri vari, fantasiosi interpreti del codice stradale (se mai ne esiste uno).
La lingua italiana è, bene o male, da tutti compresa sino a Dubrovnik, inglese fra i giovani e tedesco fra i più anziani risultano abbastanza diffusi, pressoché sconosciuto il francese. Nelle zone interne di Montenegro e Kosovo solo il linguaggio dei gesti permette di stabilire un approssimativo contatto con genti dall'idioma e grafia (cirillico) totalmente impenetrabile.
Nota distintiva della stragrande maggioranza della popolazione risulta l'indole assolutamente scorbutica, con copiosi sconfinamenti nell'indisponente, inurbano e, non di rado, apertamente ostile.


1984 - ALLA CORTE DEGLI ASBURGO



L'esperienza maturata lo scorso anno, un certo numero di fine settimana, qualche ponte rubacchiato agli impegni di lavoro e siamo pronti per un vero viaggio in camper.
La scelta non poteva che cadere sull'Austria, vista la forzata rinuncia precedente ed il desiderio di un viaggio "gemütlich", tranquillo, come si dice nella terra di Mozart, Schubert, Freud, Klimt, della wiener schnitzel, dell'apfelstrudel e della Sacher torte. Un Paese che fu al centro di un vasto impero che controllava gran parte d'Europa ed oggi conosciuto per l'alta qualità della vita e per la bellezza della natura del territorio, prevalentemente montagnoso, che ne fanno una meta turistica di meritata fama mondiale.
Al ritorno avremo il ricordo di una nazione paesaggisticamente ed artisticamente bellissima, dove uomo e natura sanno convivere in totale armonia. Ogni città, ogni paese, ogni sito naturale, presentano al visitatore motivi d'interesse i più diversi, ma tutti capaci di stupire come estratti dal cilindro magico di un abile prestigiatore.

Vienna e Salisburgo si meritano una citazione particolare quali eccezionali esempi di eleganza e signorilità tali da oscurare, purtroppo, i pregi di altre città che, inserite in diverso contesto, risulterebbero invidiabili esempi di assoluto valore architettonico.
Le genti locali, ad un gradevole aspetto fisico ed una naturale eleganza, non disgiungono notevole cortesia e disponibilità nel confronti del forestiero con una rilevante attenzione per i bambini che hanno sempre e dovunque un posto privilegiato.
I percorsi stradali si presentano in perfetto stato di manutenzione con segnaletica assai precisa e norme scrupolosamente osservate. Ordine e pulizia regnano sovrani senza mai cadere nel maniacale o nell'ostentato.
A questo punto un difetto all'Austria lo dovremo pur trovare e la cosa risulta piuttosto agevole analizzando la voce c
osti; tutto risulta decisamente più caro nei confronti del nostro abituale standard eccezion fatta per il carburante che, se pur non economicissimo, comunque inferiore.
AUF WI'EDERSEHEN
ÖSTERREICH

1983 - ESORDIO ROSSOCROCIATO


Una noiosa infezione intestinale ha drasticamente ridotto i gioni a disposizione per le vacanze. Il primo vero esperimento di viaggio in camper deve necessariamente essere ridotto. Accantoniamo il progetto Austria ripiegando sul più vicino sud della Svizzera.
Barando con noi stessi, diciamo che sia questo un buon modo per fars
i le ossa senza rischiare di rompersele, verificando come i bambini sapranno affrontare i lunghi tempi di viaggio, con Emanuela che soffre di cinetosi anche quando si tratta di spostamenti brevi e Riccardo che mal sopporta anche solo pochi minuti di immobilità
L'itinerario, in dieci giorni, ci porterà ad Arona - Baveno - Bellinzona - Chiggiona - Andermatt - Brig - Martigny - Montreux - Vevey - Losanna - Ginevra - Annecy - Chambery - Bourg St. Maurice ed infine al Piccolo San Bernardo dove trascorriamo l'ultima notte di queto forzatamente breve viaggio rivelatosi, pur nella sua brevità, una positiva esperienza ed un valido collaudo sui bambini. Emanuela, forse perché distratta dai giochi inventati dalla mamma senza soluzione di continuità oppure per le generose dimensioni dell'abitacolo che permettono un maggior respiro, non ha, sorprendentemente, mai accusato il benché minimo mal d'auto. Riccardo, entisiasta della "casa che si muove" ha ben sopportato la forzata immobilità rassegnato (assai a malincuore) nel non toccare pulsanti ed interruttori vari, ma felice del frigorifero sempre pronto ad aprire la porta per soddisfare ogni richiesta di cibo e bevande, senza tralasciare il bagno disponibile in ogni caso di impellente bisogno.