2007 - DAL PINDO AI BALCANI



Quest'anno sono state moltepilici le fonti di ispirazione per il viaggio estivo.
L'ancor recente visione del film"300" ha suscitato la curiosità di vedere il sito di Termopili, la Bulgaria mancava alla collezione e, non certo per ultimo il desiderio di vedere i nostri figli sparpagliati qui e la.
Eccoci così, all'estremo lembo della penisola balcanica, in quella Grecia che ha ricoperto un fondamentale ruolo nella stotia della civiltà e del pensiero occidentale. Incontro fra Occidente e Oriente, non è qui possibile non soffermarsi a pensare e riflettere ad ogni svolta della strada, gli stessi paesaggi sono monumenti storici che tramandanop i miti del mondo ellenistico. A noi erranti camperisti non è possibile evitare d'andare col pensiero ai viaggi arcani di Giasone, al peregrinare di Ulisse, al tormentato viaggio di Enea, alle avventure di Teseo. In queste terre uomo e natura convivono fra terra , acqua e sole con bellezze naturali ed artistiche che formano un fantastico puzzle colorato.
In Grecia non ci si sente mai soli, la gente è cordiale ed ospitale, la radice culturale greco-romana pesa in modo assai evidente, si ha l'impressione di essere considerati parenti stretti, non p
er nulla uno dei detti popolari più frequenti che ci si sente ripetere recita :"Italiani e greci, una faccia una razza".
Ecco poi la Bulgaria, un paese dalla storia millenaria, ingiustamente escluso dai grandi flussi turistici.
Colori, profumi, sapori, atmosfere arcane, silenzio, caldo, scritte in cirillico che fanno penare. Monasteri sperduti fra verdi montagne, grandi città con orrendi block abitativi di sovietica rimembranza, minuscoli borghi dove i tempo è fermo, sospeso a mezz'aria. Traballanti c
atorci arrugginiti, scintillanti nuove auto (poche), carri a trazione animale con ruote gommate (moltissimi). Persone gentili ed ospitali e tentativi di estorsione tipici dei paesi dell'Est.
Contraddizioni stridenti di un paese sbalzato in Europa senza preavviso, con evidente voglia di cambiamento ma che non sa spogliarsi dall'ancestrale retaggio di tradizioni.
Si conclude con un tuffo nella realtà post belli
ca in continua evoluzione della Bosnia Erzegovina ed un rilassante soggiorno dolomitico che permettono, soprattutto, una visita ai nostri figli portati in quei luoghi dal lavoro.



2006 - ALLA RICERCA DEGLI ACHEI VICHINGHI



L'idea di questo viaggio è nata dalla lettura del saggio "Omero nel Baltico".
Il lavoro di ricerca condotto da Felice Vinci ci ha portati a ripensare alle numerose incongruenze e contraddizioni riscontrabili nelle opere omeriche. Persino uno studente non cer
to particolarmente solerte come risultava essere chi scrive queste note, non avrebbe potuto evitare di rilevarne alcune, foss'anche per sola curiosità. Oggi, che la lettura si è trasformata da fastidioso obbligo in ricercato piacere, ecco la voglia di scoperta ed apprendimento.
L'Autore, pur con linguaggio poco scorrevole, avvince il lettore esponendo l'originale, ma non certo insostenibile, tesi di una provenienza nordica dei miti narrati da Iliade ed Odissea.
L'intrigante congettura, suffragata con dovizia di riferimenti ambientali e geografici parte da un passo di Plutarco che pone Ogigia, l'isola della dea Calipso, a cinque giorni di navigazione dalla Britannia, quindi nel nord Atlantico, perciò ben lontana dalla realtà mediterranea.
E che dire della descrizione, in e
ntrambe i poemi, del Peloponneso pianeggiante che contrasta con il totale aspetto montuoso? Dell'ubicazione di Itaca che non trova riscontro alcuno nella realtà dello Ionio? Delle fitte nebbie che calano sugli improbabilmente biondi protagonisti della guerra di Troia? Cosa sono gli inquietanti fenomeni delle "rupi erranti" (iceberg forse) e le danze dell'aurora (possibile aurora boreale) ? Di quelle spiagge battute da venti freddi, pioggia e neve che ben poco si addicono alla torrida Anatolia?
Molti altri interrogativi si pongono, ma già così ce n'è abbastanza per partire !
Riporteremo a casa fantastiche visioni ed incancellabili ricordi che, per dirla con Lucio Battisti......"tu chiamale, se vuoi, emozioni".
Emozioni che ci hanno accompagnati per tutto il viaggio e che, al piacere della scoperta, non hanno disgiunto il gratificante renderci conto che, nonostante qualche piccolo intoppo capitatoci, la nostra pur non verdissima età ci permette ancora di affrontare serenamente e con spirito goliardico piccoli disagi e difficoltà.


2005 - DAL PO AL VOLGA

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Itinerario e programma sono stati accuratamente preparati a tavolino, con largo anticipo, al fine di presentare per tempo le documentazioni richieste per ottenere la straripante quantità di visti, permessi, autorizzazioni, prenotazioni assortite, insomma tutto quanto indispensabile per affrontare questo viaggio.
Pronti? Via, si parte per una di quelle che sicuramente non sono una delle mete turistiche più ambite da vacanzieri gaudenti e modaioli, ma permettono a chi si considera viaggiatore (ed, ovviamente, per chi viaggia in camper do per scontata la differen
za fra turista e viaggiatore), di vedere quanto è andato per vedere senza essere costretti a trucidare almeno un migliaio di minuscoli giapponesi, che si accalcano li davanti.
Attraversare quei paesi significa attraversare il tempo, accostandosi a modelli di vita non sempre facili da metaboliz
zare, con ritmi, pensieri ed azioni sovente sconcertanti in una realtà enormemente lontana. complessa ed astrusa, tanto difficile da sincronizzare con quella di cui siamo ineliminabili portatori.
Una nota particolare la merita l'atmosfera che caratterizza quei luoghi avvolti in un'arcana realtà che nasconde passati splendori e tragici eventi. Si avverte la sensazione di trovarsi in un ambiente alieno, ovattato, formalmente solenne e permanentemente serioso in quanto gli avvenimenti ancora recenti hanno cambiato i suonatori ma la musica rimane se
mpre la stessa che trovai alla mia prima venuta nell'ormai remoto 1968.
Non si riesce a ben capire se questo sia conseguenza del clima dai gelidi e lunghi inverni, dalla inimmaginabile piattezza senza fine del territorio, o frutto della machiavellica psiche dei russi, assolutamente impermeabile al nostro pensiero corrente.
Da quanto esposto si può evincere un quadro d'insieme che giustifica il rimpianto che si prova per la fine di una simile esperienza, ricca di forti sensazioni (particolar
mente se uno si accorge, la sera prima, di non trovare più il permesso d'uscita dalla Russia) e di indimenticabili visioni. E' questo un viaggio che se dovessi definire facile e comodo, come un novello Pinocchio, bucherei con il naso il foglio degli appunti. E' stato però un viaggio che porta a riflettere sulla nostra continua corsa dietro chimere materiali, sul nostro dimenticare l'essenziale, i valori dell'esistenza, la frenesia che contraddistingue il nostro quaotidiano ed il ringraziare di quanto abbiamo.



2004 - NEL REGNO DI VLAD DRACUL



Trascorsi ormai quattro anni, riprendiamo il dialogo con il corso del Danubio che segna gran parte delle frontiere meridionali romene con Serbia e Bulgaria, per andare infine a concludere il suo cammino nel Mar Nero.
Paesaggi incontaminati, notevoli siti culturali, antiche usanze, ritmi di vita e tradizioni gelosamente conservate, cucina robusta con larga varietà di carni, pesce, verdure e.....sorpre
sa, un'ottima polenta (mamaliga).
Strade con pavimentazione che risulta benevolo definire oscena, genti sorridenti ma che mostrano chiara la discendenza dal conte Vlad Dracul, il cui figlio aveva la passione di impalare i nemici, il tremendo Nosferatu, il vampiro che succhiava il sangue delle sue vittime. Oggigiorno, ovviamente, il sangue non risulta più essere la mira più ambita, il suo ruolo è stato sostituito dai quattrini.
Non sarà mai sufficiente l'attenzione da prestare a conti e resti solitamente errati, balzelli assortiti e contravvenzioni inventate con incredibile fantasia dalla polizia stardale.

Di contro i prezzi ricordano quelli dei tempi andati, quei tempi che rivivono nei fiocchi rossi apposti ai finimenti dei cavalli per scacciare il malocchio, nei villaggi dove l'unico approvvigionamente idrico è reso possibile dai pozzi. Luoghi dove il tempo è fermo anni luce addietro, dov'è di la da venire il rinnovamento che si avverte nei centri maggiori dopo gli anni bui del soffocante comunismo di Ceausescu.
In questo paese che sembra essere alla ricerca di una sua identità e pieno di contraddizioni convivono etnie diverse con forte presenza di zingari Rom (ammontano al 2,5 della popolazione, la comunità maggiore al mondo). La lingua ufficiale risulta l'unica neolatina del blocco orientale e questa proprietà fa si che l'italiano sia compreso con facilità, particolarmente di questi tempi con i vasti movimenti migratori verso l'Italia che, in periodo di ferie estive riportano in patria numerosi giovani.