2005 - DAL PO AL VOLGA

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Itinerario e programma sono stati accuratamente preparati a tavolino, con largo anticipo, al fine di presentare per tempo le documentazioni richieste per ottenere la straripante quantità di visti, permessi, autorizzazioni, prenotazioni assortite, insomma tutto quanto indispensabile per affrontare questo viaggio.
Pronti? Via, si parte per una di quelle che sicuramente non sono una delle mete turistiche più ambite da vacanzieri gaudenti e modaioli, ma permettono a chi si considera viaggiatore (ed, ovviamente, per chi viaggia in camper do per scontata la differen
za fra turista e viaggiatore), di vedere quanto è andato per vedere senza essere costretti a trucidare almeno un migliaio di minuscoli giapponesi, che si accalcano li davanti.
Attraversare quei paesi significa attraversare il tempo, accostandosi a modelli di vita non sempre facili da metaboliz
zare, con ritmi, pensieri ed azioni sovente sconcertanti in una realtà enormemente lontana. complessa ed astrusa, tanto difficile da sincronizzare con quella di cui siamo ineliminabili portatori.
Una nota particolare la merita l'atmosfera che caratterizza quei luoghi avvolti in un'arcana realtà che nasconde passati splendori e tragici eventi. Si avverte la sensazione di trovarsi in un ambiente alieno, ovattato, formalmente solenne e permanentemente serioso in quanto gli avvenimenti ancora recenti hanno cambiato i suonatori ma la musica rimane se
mpre la stessa che trovai alla mia prima venuta nell'ormai remoto 1968.
Non si riesce a ben capire se questo sia conseguenza del clima dai gelidi e lunghi inverni, dalla inimmaginabile piattezza senza fine del territorio, o frutto della machiavellica psiche dei russi, assolutamente impermeabile al nostro pensiero corrente.
Da quanto esposto si può evincere un quadro d'insieme che giustifica il rimpianto che si prova per la fine di una simile esperienza, ricca di forti sensazioni (particolar
mente se uno si accorge, la sera prima, di non trovare più il permesso d'uscita dalla Russia) e di indimenticabili visioni. E' questo un viaggio che se dovessi definire facile e comodo, come un novello Pinocchio, bucherei con il naso il foglio degli appunti. E' stato però un viaggio che porta a riflettere sulla nostra continua corsa dietro chimere materiali, sul nostro dimenticare l'essenziale, i valori dell'esistenza, la frenesia che contraddistingue il nostro quaotidiano ed il ringraziare di quanto abbiamo.



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