2003 - UN PAESE TUTTO DI LEGNO



Tanto verde, tanti laghi, poche testimonianze d'arte, con la sola eccezione di Cracovia, vero contenitore di bellezze. Tanta tradizione in un paese che non ha, almeno apparentemente, fretta di copiare l'Occidente. Tanti piccoli centri abitati composti di stupende casette di legno costruite senza l'ausilio di chiodi. Tanta la fede religiosa che si esprime nei molti santuari, nelle moltissime chiese e negli innumerevoli tabernacoli ornati di nastri multicolori lungo le strade. Tanti "koleiny" i pericolosi solchi longitudinali che segnano profondamente le strade battute dall' intenso traffico pesante. Tantissimi gli italiani, assai verosimilmente spinti più dalla ricerca delle tracce di Papa Woityla che dal desiderio di conoscere questo paese dalla storia millenaria, che si estende dal Baltico ai Carpazi. Tanta ambra a microprezzo ma attenzione a quella di plastica dei luoghi a più alta frequentazione turistica.Tanta robusta cucina con abbondanza di ottima carne suina, patate e crauti (non si cerchi il vino, la Polonia è forse l'unica nazione al modo che non ne produce). Pochi coloro che parlano uno stentato inglese al punto che la nostra seppur modesta conoscenza sconvolge gli interlocutori.



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2002 - 15° MERIDIANO EST



Potremmo definire questo il viaggio nato sotto una delle stelle più perfide dell'intero firmamento. Tali e tanti sono stati gli intoppi nei quali siamo incappati che, ad un osservatore esterno, potrebbe sorgere il dubbio che ci avessimo preso gusto.
Vediamo:
1 - Il cedimento delle tele interne di un pneumatico ci costringe ad una giornata intera di sosta fuori progr
amma per provvedere alla sostituzione.
2 - Un topo, seppur non invitato, ha deciso di far parte dell'equipaggio e occorrerà del bello, del buono e soprattutto del lungo per farlo desistere.
3 - Il mio telefono cellulare esala, inspiegabilmente, l'ultimo respiro (per fortuna quello di mia moglie è nuovo nuovo)
4 - L'incessante e fortissima pioggia provoca l'esondazione della Moldava costringendoci a precipitosa fuga da Praga e seguente difficoltosa percorribilità di strade allagate.
5 - Nel disperato tentativo di afferrare gli occhiali che stanno cadendo a terra, mi sfugge di mano l'avvolgicavo che va
a scomporre in tanti fantasiosi pezzi il mio prezioso ausilio visivo.
6 - L'ondata di piena raggiunge pure Bratislava costringendoci al frettoloso abbandono anche della capitale slovacca.
7 - Un camion, lanciato a folle velocità su una stretta e tortuosa strada di montagna, ci piomba addosso tranciando di netto il retrovisore sinistro.
8 - Sulla via del ritorno scoppia un pneumatico posteriore e la sostituzione sotto la pioggia non può essere definita piacevole.


Roba da non credere, ma........... Anche questo fa parte del gioco e, se non se ne vogliono accettare le regole, si vada in spiaggia a sdraiarsi sotto l'ombrellone. si starà sicuramente più tranquilli!
Non si avrà però la possibilità di godere del sottile piacere di quel tanto d'avventura che solo il turismo itinerante può regalare e. sicuramente, non si vivranno le incantate atmosfere dal sapore di tempi andati che (ma per quanto ancora?) incredibilmente resistono dalle parti del 15° meridiano est.


2001 - SULLE TRACCE DI RE ARTU', DEI DRUIDI E........OLTRE



La scelta del viaggio è stata condizionata dal desiderio di una visita a nostra figlia che ormai da un anno si trova in "domicilio coatto" a York per un master presso la locale università.
La scelta si è comunque rivelata felice, portandoci si di un itinerario vario ed interessante, ricco si
a sotto il profilo monumentale che paesaggistico anche se, purtroppo, avversato da un impietoso maltempo.
In Cornovaglia, Galles e Lake District si trovano strade con notevole traffico e strette al limite dell'inimmaginabile. L'attraversamento dei centri abitati, l'ininterrotta serie di siepi, murett
i e filari d'alberi sono continua causa di pericolo per gli specchietti retrovisori e rendono pressoché inesistente il problema della guida a sinistra, tanto con il camper si occupa l'intera carreggiata! In non poche occasioni ci siamo trovati ad affrontare il dilemma se semplicemente travolgere i pedoni provenienti in senso contrario o aspettare che gli stessi trovassero scampo in qualche portone provvidenzialmente aperto.
La segnaletica stradale, sempre accurata e ben visibile crea alcune difficoltà solamente in Galles quando ci si imbatte nell' ermetico linguaggio "Cymru" disinvoltamente ed esclusivamente usato.
In alcuni casi la polizia stradale richiede l'applicazione dei deviatori di fascio luminoso ai fari conseguente alla norma di guida-destra.
Sia nei grandi centri come nei più piccoli paesi esistono notevoli difficoltà di parcheggio (tutti a pagamento senza eccezioni e molto cari), ogni spazio è ferocemente conteso da ogni sorta di veicolo. Il pagamento avviane con la formula "pay and display" ed è
assolutamente sconsigliabile solo il pensare di fare i furbi, i controlli sono continui e rigorosi con ceppi alle ruote e multe salatissime. Anche la sosta notturna non risulta agevole, ovunque si trovano vistosi cartelli di divieto e, comunque, l'assoluta mancanza di spazi la rende irrealizzabile fuori dai campeggi, salvo rarissime eccezioni.
Praticamente sconosciuti sono i camper-service con conseguenti difficoltà di carico e, soprattutto, scarico acque, solo nei "caravanpark" occupati da grandi case mobili è possibile scaricare a pagamento e
poi andarsene in quanto vietati agli itineranti.
I costi risultano invariabilemente elevatissimi, a partire dal traghetto A/R attraverso la Manica che risulta una vera emorragia di denaro. Il carburante risulta più caro di circa 2/3 del nostro abituale ed il gasolio a volte è più costoso della benzina! Sull'esosità degli alimentari eravamo già stati informati da nostra figlia ed abbiamo così prov
veduto a portarci tutto, ma proprio tutto da casa salvo poche curiosità che ci siamo concessi.
Indispensabili sono indumenti discretamente pesanti e soprattutto antipioggia, si ricordi inoltre che la Gran Bretagna non ha convenzione sanitaria con l'Italia, inutile quindi munirsi del modulo E111.
Abbiamo trovato la popolazione formalmente cortese ma non certo accogliente e disponibile, soprattutto per quanto riguarda la lingua contrariamente a quanto ci si ricordava da parte degli scozzesi con i quali i sudditi di Sua Maestà hanno in comune solamente il poco attraente aspetto delle rappresentanti del gentil sesso, sono infatti ben poche quelle che raggiungono una stentata sufficienza.





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2000 - SUL BEL DANUBIO (BLU ???)



Donau, Duna, Dunav, Dunaj, Dunarea, sono i nomi che, a seconda della nazione attraversata, assume il Danubio. Il fiume universalmente conosciuto per la sua importanza di via d'acqua e forse ancor più per le note del celeberrimo valzer "Sul bel Danubio Blu"
Dei suoi 2860 Km di lunghezza ne percorreremo solo la parte che, partendo dalla sorgente di Donaueschingen, arriva a Budapest riservandoci il tratto rimanente per un prossimo viaggio.

Il Danubio oggi di blu ha, purtroppo, ben poco, forse lo sarà stato ai tempi di Strauss o dell'Arciduca Rodolfo o addirittura quando vide Solimano il Magnifico assediare Vienna. Ai giorni nostri le sue acque, di un indefinibile color grigio topo, attraversano tranquilli paesaggi agresti dove sono incastonate le stupende perle di Vienna e Budapest, piccoli borghi medievali, antiche città mercato, abbazie e castelli.
Sulla via del ritorno, dopo la tremenda calura sofferta nell'attraversamento della Pianura Pannonica, ci concederemo un attimo di ristoro, con una puntata ai passi dolomitici resi eroici dalle strenue battaglie della prima guerra mondiale e mitici dalle memorabili imprese di Fausto Coppi.


1999 - NEL PAESE DEGLI UOMINI CON LE GONNE




A quanto pare, contrariamente ad altri, contagiati dal "mal d'Africa", io credo di essere inguaribilmente affetto dal "mal di Nord".
Prima di partire per questo viaggio, anzi forse anche dopo un buon tratto, avrei comunque scommesso che n
essun altro luogo al mondo avrebbe potuto mai trasmettermi emozioni tali da poter sostenere il confronto con la Norvegia.
Errore !
Devo ammettere di essere stato, quantomeno, affrettato nel giudizio: non ero ancora stato nel "paese degli uomini con le
gonne".
Lassù, in quella terra dove la lotta degli
elementi sembra non trovare soluzione di continuità, dove sono fiere ed ospitali genti figli del vento, dove strette strade percorrono lingue di terra che si insinuano nel mare, percepisco, quasi fisicamente, di essere irrimediabilmente innamorato di quelle latitudini le cui atmosfere ti entrano nel cuore, nella mente, sotto la pelle.
La magica Edimburgo, i castelli dagli evocatori nomi di Urquhart, Dunrobin ed Eilan Donan, il Loch Ness (e il mostro dov'è?), le isole Orcadi e le Ebridi. i kilts, le cornamuse, le highland cattles, il Vallo di Adriano.
Luoghi, uomini, cose che ti parlano in silenzio, nel modo di chi non ha bisogno di parole per far sentire la propria voce.

1998 - RITORNO NEL PAESE DEL SOLE A MEZZANOTTE



Qualcuno ha detto che non si dovrebbe mai tornare nei luoghi dove si è stati felici, si rischia la delusione, ma non sempre è così.
Questo viaggio ripercorso, sull'identico itinerario, ben 31 anni dopo, ha saputo rinnovare le stesse sensazioni ed emozioni che mi avevano allora affascinato e rimaste inalterate nel tempo, scritte con inchiostro indelebile dulle pagine di un immaginario libro dei ricordi.
Lassù l'inesorabile scorrere del tempo pare essersi fermato; tutto, o quasi, sembra essere rimasto come mi si era presentato quando, poco più che ventenne, intrapresi il mio primo, grande viaggio.
Certo oggigiorno i centri abitati s
i sono ingranditi, dove si incontravano minimi insediamenti composti di piccole, rosse casette, che per contarle bastavano le dita di una mano, con (avolte) la pompa del carburante, troviamo ora veri paesi con tanto di banca, supermercato fornito di ogni genere di merci e, non di rado aree di servizio munite di camper-service.
Lungo il percorso si incontrano molti turisti, italiani in particolare. Allora sulla rotta del "grande nord" trovai un solo equipaggio italiano, alcuni tedeschi e nulla più............
Questo viaggio durato 11.060 Km. se p
ur avversato dal maltempo e da qualche intoppo di natura maccanica, ha lasciato indimenticabili ricordi ed emozioni che la foga della prima visita mi aveva impedito di assaporare, fornendo ora una diversa, più ragionata, chiave di lettura permessa dall'età matura.
Lassù, ai confini del mondo, in quelle terre dove luce e tenebra si spartiscono a metà il corso dell'anno, ci si ritrova franstornati, profondamente impressionati. immersi in una sorta di caos primordiale che forma visioni fantastiche lasciando, al ritorno alla quotidianità, una tremenda nostalgia, quale solo per le cose sublimi è possibile provare.




1997 - IL VENTO DELL' EST



Giust0 trent'anni orsono mi affacciavo per la prima volta a quei territori allora costretti sotto una difficilmente penetrabile coltre silenziosa. A così notevole distanza di tempo si accende la curiosità di vedere cosa sia cambiato dopo il 9 novembre 1989, giorno che vide il memorabile crollo del "muro di Berlino". L'iniqua barriera, dall'agosto 1961, rappresentò la tappa finale di 239 cittadini della Germania dell'est uccisi dalle guardie del regime, i famigerati "Vopos" (senza contare gli innumerevoli feriti e gli oltre 60.000 incarcerati), mentre tentavano di raggiungere la zona ovest della città e con essa la libertà perduta nel 1949 quando, alla fine della seconda guerra mondiale, unilateralmente la Sovjetische Besatzungszone, zona di occupazione sovietica, venne dichiarata Deutsche Demokratische Republik.
Ecco così nascere l'idea di questo viaggio il cui itinerario si dipana quasi totalmente nel cuore di quella che fu la Prussia, una regione poco battuta dal turismo, con le sue genti osservanti (fin troppo) del raziocinio e del senso del dovere, con la grande metropoli tornata capitale che rinasce faticosamente dalle ceneri della guerra e di una lunga e soffocante oppressione. Antiche città con profonde radici storiche e culturali, tipiche cittadine, castelli immersi nel verde, luoghi dall'atmosfera particolare dove natura e tradizione si confondono armoniosamente. Infine, occasioni che paiono fatte apposta per sfatare il luogo comune che i tedeschi mangiano solo patate e wurstel e bevono solo birra.

1996 - L'ALTRA FRANCIA




Risolti in qualche modo i problemi presentatici dalle componenti giovanili ed anziane della nostra piccola tribù siamo pronti a rimetterci per strada.
Ci serve un itinerario che non disgiunga all'interesse di visita la possibilità di un viaggio in scioltezza, senza stress.
La scelta cade quindi
sull'Alsazia, la regione francese dove si confondono culture, atmosfere, luci, suoni e sapori. Un territorio compreso fra le cime arrotondate dei Vosgi ed il Reno che oggi, dopo secoli di guerre segna il confine con la Germania. Paesini dalle case color pastello, costruite con la secolare tecnica "a graticcio" alleggiadrite da balconi e davanzali traboccanti gerani coloratissimi, intatte cinte murarie medievali, vasti e pregiati vigneti, antiche leggende, gastronomia sopraffina, verdi panorami, architetture gotiche e rinascimentali. A degna conclusione il fascino antico e sempre nuovo della "Ville Lumière" ed il fantastico modo Disneyland.



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1994 - AUSTRIA FELIX


Le mutate esigenze dei ragazzi ormai cresciuti (sigh!) e la nostra irriducibile voglia di viaggio hanno portato ad una sorta di salomonico compromesso che spartisce a metà il tempo a disposizione per le vacanze estive.
Il patto di non belligeranza prevede così dieci giorni di viaggio ed altri dieci di stanziamento in una località marina con ampia offerta di "vita da ragazzi".
Una ragionata scelta ci porta in Austria, data la poca distanza ed il notevole interesse che il paese danubiano riveste. Sarà poi la volta della prestigiosa Lignano Sabbiadoro, olt
retutto strategicamente situata sulla strada del ritorno.
La riproposta della confinante patria di Mozart, Strauss, Freud, Maria Teresa e Francesco Giuseppe con il suo patrimonio storico-architettonico-paesaggistico, risulta vincente con la possibiltà di una visita più rilassata che non la precedente effettuata con i bambini piccoli e le loro vincolanti necessità.
La nazione che fu per lungo tempo al ce
ntro di un vasto e potente impero, punto d'incontro fra le culture germanica, latina e slava, presenta centri storici pefettamente conservati; romantici campanili a cipolla bucano stupendi panorami montani che portano incastonate emozionanti gallerie di ghiaccio, cascate, miniere di sale, balconi fioriti di gerani multicolori.
Abiti vezzosi, cappelli con piume di gallo cedrone, pantaloni di cuoio, cucina ricca, pregevole enologia e superba pasticceria contribuiscono nel porre l'Austria in posizione giustamente assai rilevante su una ipotetica scala di valori turistici.
Tornati in Italia ecco fra i delta di Isonzo e Tagliamento, mare, spiaggia, pineta, discoteche e quant'altro ci tocca di sopportare................

1992 - GOURMANDISE FRANCAISES



La scuola frequentata da nostro figlio intrattiene rapparti di partnerariato con la scuola media di Buorg-lès-Valence, cittadina francese situata nella regione Rhone-Alpes. Da tempo è in fase di studio la possibilità di uno scambio culturale fra gli studenti dei due istituti con ospitalità alternatamente presso le famiglie di appartenenza.
La curiosità di vedere in anteprima il luogo dove nostro figlio potrebbe trascorrere il tempo di una notevole esperienza di vita. La voglia di conoscere una regione ricca di un pregevol
e patrimonio culturale e naturale. La golosità di scoprire i tesori di una terra ricca di produzioni agricole d'eccellenza, riconosciute dalle numerose DOC. Diversi sono i motivi che ci portano in luoghi che, con eccezione della stupenda Bretagna, non possono regalare eclatanti emozioni paesaggistiche ma portano alla scoperta di regioni lontane dai grandi flussi turistici dov'è possibile recuperare il senso più profondo del viaggiare; capire che attraversare un Paese è un pò comprendere, scoprire e conoscere genti, modo di vita, usanze e......chi l'ha detto che la gastronomia non sia un valido motivo per visitare una parte, per noi nuova, del nostro vecchio mondo?
In queste regioni della patria di Carlo Magno risulta assai ardua l'impresa di mantenersi sufficientemente parchi e sobri, tale e tanta è la quantità e qualità di profumi e sapori. L'arte della tavola
e l'importante patrimonio vinicolo di cui i francesi vanno (fin troppo) orgogliosi saprebbero traviare anche il più fanatico della dieta.
Il tutto completato con il ritorno al mondo della beata infanzia regalatoci dalla supertecnologica Disneyland che ci ha pienamente coinvolti pur facendoci passare per sciocchi sempliciotti agli occhi di una "acculturata" signora romana, semisepolta da un carico di scintillanti gioielli, che al nostro dire ha opposto la sua visita al Louvre!

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1991 - LE TERRE DEL MARE

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La nostra attenzione, questa volta, è riservata a quei Paesi che con Italia, Germania Ovest e Francia a seguito dei trattati di Roma nel 1957 sancirono la costituzione della CEE, innalzando così il primo pilastro di quella che sarebbe diventata l'attuale Unione Europea.
Eccoci dunque dirigerci alla volta del "Benelux".
Iniziamo con il Belgio, nazione marcatamente multietnica e cosmopolita, conseguentemente al fatto di e
ssere sede di importanti organismi internazionali e dal lungo possesso di colonie oltremare. Africani, asiatici, greci, turchi, senza dimenticare i moltissimi italiani, vivono ormai da generazioni in questa che fu una delle prime nazioni che ebbe a subire la rivoluzione industriale nel continente europeo, con il conseguente forte movimento immigratorio fin dal XIX° secolo.
Questa peculiarità, unita alla particolare posizione geografica, ne fanno il cuore del Vecchio Continente, espressione
delle due principali matrici linguistiche e culturali d'Europa: la neolatina e la sassone-germanica. Sono tre le aree linguistiche i cui confini sono netti e ufficialmente riconosciuti; al nord la comunità fiamminga parla il neerlandese, al sud i valloni parlano francese e, ad est la popolazione germanofona parla tedesco. Le tre lingue hanno pari riconoscimento seppur non identica diffusione percentuale.
Il territorio non presenta particolari attrattive paesaggistiche, si incontrano vaste zone in cui è predominante l'aspetto industriale con grandi impianti siderurgici e tutt'altro che attraenti col
line di scorie; vasti orizzonti leggermente inclinati che arrivano sino al mare e monotone pianure il cui solo pregio risiede nell'ammirare la tenacia con cui l'uomo ha saputo trasformare terre salate in fertili campi.
L'Olanda ben si merita l'appellativo di "Paesi Bassi" dove assai raramente la quota del territorio raggiunge il metro sul livello del mare. La società è segmentata in compartimenti stagni, ognuno occupato da una diversa etnia incomunicante con le altre a causa delle troppo marcate diversità culturali, ideologiche e religiose con un eccessi
vo provilegiare le libertà e differenze dell'individuo a scapito di un' omogeneità sociale.
Accanto a piccoli centri dove la vita scorre (anche troppo ) tranquilla, si trovano le grandi città pullulanti di locali a luci rosse dove prostituzione ed omosessualità sono legalizzate, numerosi i coffe-shop, locali autorizzati alla vendita di sostanze stupefacenti dov'è possibile trovare, provare e d avere consigli sulla varietà dei prodotti offerti i
n vendita.
Le evidenti diversità hanno soffocato anche la classica immagine dell'olandesina con cuffietta a punta, trecce bionde e zoccoli ai piedi. La babele di lingue parlate va dalla lingua ufficiale neerlandese al frisone, ai vari dialetti francofoni o sassoni che hanno pur qualche forma di riconoscimento ufficiale, per finire ai vari arabo, turco, cinese, afrikaan o malese degli immigrati, senza dimenticare che una gran parte della popolazione giovanile di Amsterdam pare essere composta da ragazzi italiani che qui hanno fissato l'appuntamento con la trasgressione.

Altrettanto variegato il panorama che, da avveniristiche architetture dei centri altamente industrializzati, passa ai polder piatti e verdeggianti, percorsi da fiumi e canali dove si specchiano mucche e mulini a vento, per terminare in coste disseminate di basse dune sabbiose poritette da poderosi sbarramenti e dighe.
Infine il Lussemburgo, una nazione così piccola che, sulle carte stradali, i suoi confini trovano fatica a contenerne il nome per intero. Questo che risulta essere l'unico Granducato esistente al mondo è di assoluto nullo interesse turistico, ma punto di riferimento per la valutazione della qualità della vita e modello di efficienza finanziaria anche i
n virtù di una legislazione particolarmente propiziatoria che ne ha fatto una sorta di paradiso fiscale.
Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui è stato coniato il motto della nazione: "Mir welle bleiwe wat mur sin - Vogliamo rimanere ciò che siamo"

1990 - GULE GULE TURKYE


Un viaggio desiderato da tempo, accuratamente preparato a tavolino ed anche un pochino temuto per i molti interrogativi che ci siamo più volte posti.
Un itinerario di lunga percorrenza con il doppio attraversamento di quella Jugoslavia dalla sperimentata inospitalità, le strade, i rifornimenti, il clima, i desrti territori interni, le genti, la religione, le usanze, la storia (mamma li turchi!) Forse proprio questo stimola la curiosità e la voglia di metterci alla prova.
Si rivelerà un lungo viaggio
costellato di numerosi eventi negativi, sia di salute che meccanici, che ci hanno fatto sorgere il non infondato dubbio di aver violato qualche ancestrale tabù capace di suscitare le ire degli dei i cui spiriti ancora aleggiano su quelle terre dove miti e leggende sono presenti e quasi palpabili.
Rimarranno comunque indelebili nella memoria luoghi, colori, suoni, odori e profumi, situazioni, sapori, mito e quotidianità, personaggi strani e visioni fantanstiche.
Istambul, ammassata sul Bosforo con l'inc
redibile sua capacità di far coesistere situazioni comuni a qualsiasi grande città occidentale con la vita che si dipana nelle "sakaklar" le strette vie adiacenti a quel pentolone di umanità in ebollizione che risponde al nome di Gran Bazar, l'allucinante traffico che non trova eguali e le ovattate atmosfere di moschee e palazzi dei sultani.
Ankara modesto insediamento di pastori improvvisamente trovatosi capitale per volere politico.
La favolosa Cappadocia dove la mano del
la natura ha incontrato quella dell'uomo giocando a scolpire forme strane e bizzarre.
Monumenti e testimanianze tramandate dalle civiltà passate di Troia, Efeso, Pergamo, segni lasciati da Crociati e Templari, vestigia ittite e modernew stazioni balneari assediate dal cannibalesco turismo di massa.
Il venditore di tappeti che, visto il mio totale disinteresse per i suoi pur pregevoli manufatti, ha proposto l'acquisto di mia figlia per un non ben precisato numero di cammelli accontentandosi infine di un consolatore bacetto sulla guancia.
Ragazzini dagli occhi di brace che alla vista del nostro figliolo dal teutonico aspetto lo catturano per giocare invitandolo a visitare le loro case.
Se è vero che viaggiare significa "diventar del mondo esperto" (Dante, Inferno XXVI) l'esperienza turca rappresenta un ben n
otevole arricchimento.

1989 - IBERICA


La curiosità di arrivare ai 9° 30' del punto più occidentale del continente europeo. Guardare oltre al punto dove, secondo il mito, Eracle conficcò nel suolo delle opposte rive le colonne che segnavano i confini del mondo. Conoscere Paesi un tempo assurti a simbolo dell'epopea di scoperta e conquiste coloniali europee in ogni dove ed oggi custodi di splendide architetture primeggianti fra le tante del vecchio continente. Un mondo variegato fatto di mille realtà piccole e grandi, luoghi dove il tempo si perde nello spazio, ambienti naturali ancora "quasi" intatti, bellezze naturali che vanno ad unirsi alla gentilezza delle genti lusitane (sicuramente non altrettanto si può dire degli ispanici). Spazi e tradizioni per noi ormai remoti e che risentono di contatti con civiltà diverse e lontane, culture che vanno rapidamente deteriorandosi e pericolosamente minacciate d'estinzione.
Questo viaggio, dalle ventose coste franco-spagnole, teatro di frequenti disavventure che vedono vittime di furti i turisti in generale e segnatamente i camperisti in sosta notturna, porta ai soffocanti scenari del centro della penisola iberica dove ci si pe
rde nella caoticamente bellissima Madrid.
Storiche e suggestive mete ci seguono verso quel sogno chiamato Portogallo che ci regala, purtroppo uno spiacevole contrattempo lisbonense che non pregiudica, comunque, la prosecuzione alla volta delle meraviglie andaluse.


1988 - LA STRADA DELLE FIABE


Un itinerario di viaggio, a volte, può prenedere spunto da un episodio, magari occasionale, che nulla ha da spartire con l'idea di turismo.
Ciclicamente sento il bisogno di leggere qualche pagina che sappia di buono come fosse stata strofinata con il sapone da bucato, qualcosa che possa distogliere dalle notizie, solitamente deprimenti, propinateci dai mass media. Qualcosa che si discosti dagli abituali argomenti primeggianti, in una ipotetica scala di interressi personal
i, che ci portano verso letture se non monotematiche ma molto simili fra di loro.
Eccomi così, lo scorso inverno, leggere alcune fiabe da un vecchio libro dei miei figli. E' stato come fare un regalo alla fantasia, tornare un pò bambino fra soldatini di stagno, principesse, orchi, fate, nani, giganti e burattini di legno.
Seguiamo allora il corso del "Vater Rh
ein", il Padre Reno che ha visto passare secoli di storia, glorie, miti, leggende, combattimenti, faide religiose e guerre.
Approdiamo poi nella terra dei terribili guerrieri vichinghi, della sognante Sirenetta, dell'anima inquieta del tragico Amleto ed, ai giorni nostri, dei mattoncini Lego e della meggiore industria di cibi surgelati a livello mondiale.

1987 - DI QUA E DI LA DAI PIRENEI


Dai maestosi scenari alpini si scende a luoghi che parlano di Petrarca, di Papi, del fantasioso Tartarino, di mirabili architetture medievali, di sconcertanti luoghi di fede. Ecco poi profilarsi le tondeggianti forme di quei monti detti Pirenei, Pyrénées o Pireneos che dir si voglia. La catena montuosa che forma paravento naturale tra Penisola Iberica ed il resto d'Europa affonda le radici del suo nome nella mitologia greca con la leggenda che colloca lassù il luogo di sepoltura di Pirene, la bella e sfortunata figlia di re Bebrys, vittima dell'amore per Eracle.
Non minore è l'alone di leggenda che avvince al solo nominare il "Cammino di Santiago" che proprio fra i Pirenei pone una delle tappe fondamentali.
Notevoli città d'arte, coste semiselvagge, estese spiagge di sabbia bianca, pittoreschi villaggi di pescatori, tradizioni di indomiti popoli, torride mesetas, folclore e, certo non ultimi, buoni cibi.
L'interesse di un tale viaggio è garantito!