2007 - DAL PINDO AI BALCANI



Quest'anno sono state moltepilici le fonti di ispirazione per il viaggio estivo.
L'ancor recente visione del film"300" ha suscitato la curiosità di vedere il sito di Termopili, la Bulgaria mancava alla collezione e, non certo per ultimo il desiderio di vedere i nostri figli sparpagliati qui e la.
Eccoci così, all'estremo lembo della penisola balcanica, in quella Grecia che ha ricoperto un fondamentale ruolo nella stotia della civiltà e del pensiero occidentale. Incontro fra Occidente e Oriente, non è qui possibile non soffermarsi a pensare e riflettere ad ogni svolta della strada, gli stessi paesaggi sono monumenti storici che tramandanop i miti del mondo ellenistico. A noi erranti camperisti non è possibile evitare d'andare col pensiero ai viaggi arcani di Giasone, al peregrinare di Ulisse, al tormentato viaggio di Enea, alle avventure di Teseo. In queste terre uomo e natura convivono fra terra , acqua e sole con bellezze naturali ed artistiche che formano un fantastico puzzle colorato.
In Grecia non ci si sente mai soli, la gente è cordiale ed ospitale, la radice culturale greco-romana pesa in modo assai evidente, si ha l'impressione di essere considerati parenti stretti, non p
er nulla uno dei detti popolari più frequenti che ci si sente ripetere recita :"Italiani e greci, una faccia una razza".
Ecco poi la Bulgaria, un paese dalla storia millenaria, ingiustamente escluso dai grandi flussi turistici.
Colori, profumi, sapori, atmosfere arcane, silenzio, caldo, scritte in cirillico che fanno penare. Monasteri sperduti fra verdi montagne, grandi città con orrendi block abitativi di sovietica rimembranza, minuscoli borghi dove i tempo è fermo, sospeso a mezz'aria. Traballanti c
atorci arrugginiti, scintillanti nuove auto (poche), carri a trazione animale con ruote gommate (moltissimi). Persone gentili ed ospitali e tentativi di estorsione tipici dei paesi dell'Est.
Contraddizioni stridenti di un paese sbalzato in Europa senza preavviso, con evidente voglia di cambiamento ma che non sa spogliarsi dall'ancestrale retaggio di tradizioni.
Si conclude con un tuffo nella realtà post belli
ca in continua evoluzione della Bosnia Erzegovina ed un rilassante soggiorno dolomitico che permettono, soprattutto, una visita ai nostri figli portati in quei luoghi dal lavoro.



2006 - ALLA RICERCA DEGLI ACHEI VICHINGHI



L'idea di questo viaggio è nata dalla lettura del saggio "Omero nel Baltico".
Il lavoro di ricerca condotto da Felice Vinci ci ha portati a ripensare alle numerose incongruenze e contraddizioni riscontrabili nelle opere omeriche. Persino uno studente non cer
to particolarmente solerte come risultava essere chi scrive queste note, non avrebbe potuto evitare di rilevarne alcune, foss'anche per sola curiosità. Oggi, che la lettura si è trasformata da fastidioso obbligo in ricercato piacere, ecco la voglia di scoperta ed apprendimento.
L'Autore, pur con linguaggio poco scorrevole, avvince il lettore esponendo l'originale, ma non certo insostenibile, tesi di una provenienza nordica dei miti narrati da Iliade ed Odissea.
L'intrigante congettura, suffragata con dovizia di riferimenti ambientali e geografici parte da un passo di Plutarco che pone Ogigia, l'isola della dea Calipso, a cinque giorni di navigazione dalla Britannia, quindi nel nord Atlantico, perciò ben lontana dalla realtà mediterranea.
E che dire della descrizione, in e
ntrambe i poemi, del Peloponneso pianeggiante che contrasta con il totale aspetto montuoso? Dell'ubicazione di Itaca che non trova riscontro alcuno nella realtà dello Ionio? Delle fitte nebbie che calano sugli improbabilmente biondi protagonisti della guerra di Troia? Cosa sono gli inquietanti fenomeni delle "rupi erranti" (iceberg forse) e le danze dell'aurora (possibile aurora boreale) ? Di quelle spiagge battute da venti freddi, pioggia e neve che ben poco si addicono alla torrida Anatolia?
Molti altri interrogativi si pongono, ma già così ce n'è abbastanza per partire !
Riporteremo a casa fantastiche visioni ed incancellabili ricordi che, per dirla con Lucio Battisti......"tu chiamale, se vuoi, emozioni".
Emozioni che ci hanno accompagnati per tutto il viaggio e che, al piacere della scoperta, non hanno disgiunto il gratificante renderci conto che, nonostante qualche piccolo intoppo capitatoci, la nostra pur non verdissima età ci permette ancora di affrontare serenamente e con spirito goliardico piccoli disagi e difficoltà.


2005 - DAL PO AL VOLGA

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Itinerario e programma sono stati accuratamente preparati a tavolino, con largo anticipo, al fine di presentare per tempo le documentazioni richieste per ottenere la straripante quantità di visti, permessi, autorizzazioni, prenotazioni assortite, insomma tutto quanto indispensabile per affrontare questo viaggio.
Pronti? Via, si parte per una di quelle che sicuramente non sono una delle mete turistiche più ambite da vacanzieri gaudenti e modaioli, ma permettono a chi si considera viaggiatore (ed, ovviamente, per chi viaggia in camper do per scontata la differen
za fra turista e viaggiatore), di vedere quanto è andato per vedere senza essere costretti a trucidare almeno un migliaio di minuscoli giapponesi, che si accalcano li davanti.
Attraversare quei paesi significa attraversare il tempo, accostandosi a modelli di vita non sempre facili da metaboliz
zare, con ritmi, pensieri ed azioni sovente sconcertanti in una realtà enormemente lontana. complessa ed astrusa, tanto difficile da sincronizzare con quella di cui siamo ineliminabili portatori.
Una nota particolare la merita l'atmosfera che caratterizza quei luoghi avvolti in un'arcana realtà che nasconde passati splendori e tragici eventi. Si avverte la sensazione di trovarsi in un ambiente alieno, ovattato, formalmente solenne e permanentemente serioso in quanto gli avvenimenti ancora recenti hanno cambiato i suonatori ma la musica rimane se
mpre la stessa che trovai alla mia prima venuta nell'ormai remoto 1968.
Non si riesce a ben capire se questo sia conseguenza del clima dai gelidi e lunghi inverni, dalla inimmaginabile piattezza senza fine del territorio, o frutto della machiavellica psiche dei russi, assolutamente impermeabile al nostro pensiero corrente.
Da quanto esposto si può evincere un quadro d'insieme che giustifica il rimpianto che si prova per la fine di una simile esperienza, ricca di forti sensazioni (particolar
mente se uno si accorge, la sera prima, di non trovare più il permesso d'uscita dalla Russia) e di indimenticabili visioni. E' questo un viaggio che se dovessi definire facile e comodo, come un novello Pinocchio, bucherei con il naso il foglio degli appunti. E' stato però un viaggio che porta a riflettere sulla nostra continua corsa dietro chimere materiali, sul nostro dimenticare l'essenziale, i valori dell'esistenza, la frenesia che contraddistingue il nostro quaotidiano ed il ringraziare di quanto abbiamo.



2004 - NEL REGNO DI VLAD DRACUL



Trascorsi ormai quattro anni, riprendiamo il dialogo con il corso del Danubio che segna gran parte delle frontiere meridionali romene con Serbia e Bulgaria, per andare infine a concludere il suo cammino nel Mar Nero.
Paesaggi incontaminati, notevoli siti culturali, antiche usanze, ritmi di vita e tradizioni gelosamente conservate, cucina robusta con larga varietà di carni, pesce, verdure e.....sorpre
sa, un'ottima polenta (mamaliga).
Strade con pavimentazione che risulta benevolo definire oscena, genti sorridenti ma che mostrano chiara la discendenza dal conte Vlad Dracul, il cui figlio aveva la passione di impalare i nemici, il tremendo Nosferatu, il vampiro che succhiava il sangue delle sue vittime. Oggigiorno, ovviamente, il sangue non risulta più essere la mira più ambita, il suo ruolo è stato sostituito dai quattrini.
Non sarà mai sufficiente l'attenzione da prestare a conti e resti solitamente errati, balzelli assortiti e contravvenzioni inventate con incredibile fantasia dalla polizia stardale.

Di contro i prezzi ricordano quelli dei tempi andati, quei tempi che rivivono nei fiocchi rossi apposti ai finimenti dei cavalli per scacciare il malocchio, nei villaggi dove l'unico approvvigionamente idrico è reso possibile dai pozzi. Luoghi dove il tempo è fermo anni luce addietro, dov'è di la da venire il rinnovamento che si avverte nei centri maggiori dopo gli anni bui del soffocante comunismo di Ceausescu.
In questo paese che sembra essere alla ricerca di una sua identità e pieno di contraddizioni convivono etnie diverse con forte presenza di zingari Rom (ammontano al 2,5 della popolazione, la comunità maggiore al mondo). La lingua ufficiale risulta l'unica neolatina del blocco orientale e questa proprietà fa si che l'italiano sia compreso con facilità, particolarmente di questi tempi con i vasti movimenti migratori verso l'Italia che, in periodo di ferie estive riportano in patria numerosi giovani.


2003 - UN PAESE TUTTO DI LEGNO



Tanto verde, tanti laghi, poche testimonianze d'arte, con la sola eccezione di Cracovia, vero contenitore di bellezze. Tanta tradizione in un paese che non ha, almeno apparentemente, fretta di copiare l'Occidente. Tanti piccoli centri abitati composti di stupende casette di legno costruite senza l'ausilio di chiodi. Tanta la fede religiosa che si esprime nei molti santuari, nelle moltissime chiese e negli innumerevoli tabernacoli ornati di nastri multicolori lungo le strade. Tanti "koleiny" i pericolosi solchi longitudinali che segnano profondamente le strade battute dall' intenso traffico pesante. Tantissimi gli italiani, assai verosimilmente spinti più dalla ricerca delle tracce di Papa Woityla che dal desiderio di conoscere questo paese dalla storia millenaria, che si estende dal Baltico ai Carpazi. Tanta ambra a microprezzo ma attenzione a quella di plastica dei luoghi a più alta frequentazione turistica.Tanta robusta cucina con abbondanza di ottima carne suina, patate e crauti (non si cerchi il vino, la Polonia è forse l'unica nazione al modo che non ne produce). Pochi coloro che parlano uno stentato inglese al punto che la nostra seppur modesta conoscenza sconvolge gli interlocutori.



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2002 - 15° MERIDIANO EST



Potremmo definire questo il viaggio nato sotto una delle stelle più perfide dell'intero firmamento. Tali e tanti sono stati gli intoppi nei quali siamo incappati che, ad un osservatore esterno, potrebbe sorgere il dubbio che ci avessimo preso gusto.
Vediamo:
1 - Il cedimento delle tele interne di un pneumatico ci costringe ad una giornata intera di sosta fuori progr
amma per provvedere alla sostituzione.
2 - Un topo, seppur non invitato, ha deciso di far parte dell'equipaggio e occorrerà del bello, del buono e soprattutto del lungo per farlo desistere.
3 - Il mio telefono cellulare esala, inspiegabilmente, l'ultimo respiro (per fortuna quello di mia moglie è nuovo nuovo)
4 - L'incessante e fortissima pioggia provoca l'esondazione della Moldava costringendoci a precipitosa fuga da Praga e seguente difficoltosa percorribilità di strade allagate.
5 - Nel disperato tentativo di afferrare gli occhiali che stanno cadendo a terra, mi sfugge di mano l'avvolgicavo che va
a scomporre in tanti fantasiosi pezzi il mio prezioso ausilio visivo.
6 - L'ondata di piena raggiunge pure Bratislava costringendoci al frettoloso abbandono anche della capitale slovacca.
7 - Un camion, lanciato a folle velocità su una stretta e tortuosa strada di montagna, ci piomba addosso tranciando di netto il retrovisore sinistro.
8 - Sulla via del ritorno scoppia un pneumatico posteriore e la sostituzione sotto la pioggia non può essere definita piacevole.


Roba da non credere, ma........... Anche questo fa parte del gioco e, se non se ne vogliono accettare le regole, si vada in spiaggia a sdraiarsi sotto l'ombrellone. si starà sicuramente più tranquilli!
Non si avrà però la possibilità di godere del sottile piacere di quel tanto d'avventura che solo il turismo itinerante può regalare e. sicuramente, non si vivranno le incantate atmosfere dal sapore di tempi andati che (ma per quanto ancora?) incredibilmente resistono dalle parti del 15° meridiano est.


2001 - SULLE TRACCE DI RE ARTU', DEI DRUIDI E........OLTRE



La scelta del viaggio è stata condizionata dal desiderio di una visita a nostra figlia che ormai da un anno si trova in "domicilio coatto" a York per un master presso la locale università.
La scelta si è comunque rivelata felice, portandoci si di un itinerario vario ed interessante, ricco si
a sotto il profilo monumentale che paesaggistico anche se, purtroppo, avversato da un impietoso maltempo.
In Cornovaglia, Galles e Lake District si trovano strade con notevole traffico e strette al limite dell'inimmaginabile. L'attraversamento dei centri abitati, l'ininterrotta serie di siepi, murett
i e filari d'alberi sono continua causa di pericolo per gli specchietti retrovisori e rendono pressoché inesistente il problema della guida a sinistra, tanto con il camper si occupa l'intera carreggiata! In non poche occasioni ci siamo trovati ad affrontare il dilemma se semplicemente travolgere i pedoni provenienti in senso contrario o aspettare che gli stessi trovassero scampo in qualche portone provvidenzialmente aperto.
La segnaletica stradale, sempre accurata e ben visibile crea alcune difficoltà solamente in Galles quando ci si imbatte nell' ermetico linguaggio "Cymru" disinvoltamente ed esclusivamente usato.
In alcuni casi la polizia stradale richiede l'applicazione dei deviatori di fascio luminoso ai fari conseguente alla norma di guida-destra.
Sia nei grandi centri come nei più piccoli paesi esistono notevoli difficoltà di parcheggio (tutti a pagamento senza eccezioni e molto cari), ogni spazio è ferocemente conteso da ogni sorta di veicolo. Il pagamento avviane con la formula "pay and display" ed è
assolutamente sconsigliabile solo il pensare di fare i furbi, i controlli sono continui e rigorosi con ceppi alle ruote e multe salatissime. Anche la sosta notturna non risulta agevole, ovunque si trovano vistosi cartelli di divieto e, comunque, l'assoluta mancanza di spazi la rende irrealizzabile fuori dai campeggi, salvo rarissime eccezioni.
Praticamente sconosciuti sono i camper-service con conseguenti difficoltà di carico e, soprattutto, scarico acque, solo nei "caravanpark" occupati da grandi case mobili è possibile scaricare a pagamento e
poi andarsene in quanto vietati agli itineranti.
I costi risultano invariabilemente elevatissimi, a partire dal traghetto A/R attraverso la Manica che risulta una vera emorragia di denaro. Il carburante risulta più caro di circa 2/3 del nostro abituale ed il gasolio a volte è più costoso della benzina! Sull'esosità degli alimentari eravamo già stati informati da nostra figlia ed abbiamo così prov
veduto a portarci tutto, ma proprio tutto da casa salvo poche curiosità che ci siamo concessi.
Indispensabili sono indumenti discretamente pesanti e soprattutto antipioggia, si ricordi inoltre che la Gran Bretagna non ha convenzione sanitaria con l'Italia, inutile quindi munirsi del modulo E111.
Abbiamo trovato la popolazione formalmente cortese ma non certo accogliente e disponibile, soprattutto per quanto riguarda la lingua contrariamente a quanto ci si ricordava da parte degli scozzesi con i quali i sudditi di Sua Maestà hanno in comune solamente il poco attraente aspetto delle rappresentanti del gentil sesso, sono infatti ben poche quelle che raggiungono una stentata sufficienza.





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2000 - SUL BEL DANUBIO (BLU ???)



Donau, Duna, Dunav, Dunaj, Dunarea, sono i nomi che, a seconda della nazione attraversata, assume il Danubio. Il fiume universalmente conosciuto per la sua importanza di via d'acqua e forse ancor più per le note del celeberrimo valzer "Sul bel Danubio Blu"
Dei suoi 2860 Km di lunghezza ne percorreremo solo la parte che, partendo dalla sorgente di Donaueschingen, arriva a Budapest riservandoci il tratto rimanente per un prossimo viaggio.

Il Danubio oggi di blu ha, purtroppo, ben poco, forse lo sarà stato ai tempi di Strauss o dell'Arciduca Rodolfo o addirittura quando vide Solimano il Magnifico assediare Vienna. Ai giorni nostri le sue acque, di un indefinibile color grigio topo, attraversano tranquilli paesaggi agresti dove sono incastonate le stupende perle di Vienna e Budapest, piccoli borghi medievali, antiche città mercato, abbazie e castelli.
Sulla via del ritorno, dopo la tremenda calura sofferta nell'attraversamento della Pianura Pannonica, ci concederemo un attimo di ristoro, con una puntata ai passi dolomitici resi eroici dalle strenue battaglie della prima guerra mondiale e mitici dalle memorabili imprese di Fausto Coppi.


1999 - NEL PAESE DEGLI UOMINI CON LE GONNE




A quanto pare, contrariamente ad altri, contagiati dal "mal d'Africa", io credo di essere inguaribilmente affetto dal "mal di Nord".
Prima di partire per questo viaggio, anzi forse anche dopo un buon tratto, avrei comunque scommesso che n
essun altro luogo al mondo avrebbe potuto mai trasmettermi emozioni tali da poter sostenere il confronto con la Norvegia.
Errore !
Devo ammettere di essere stato, quantomeno, affrettato nel giudizio: non ero ancora stato nel "paese degli uomini con le
gonne".
Lassù, in quella terra dove la lotta degli
elementi sembra non trovare soluzione di continuità, dove sono fiere ed ospitali genti figli del vento, dove strette strade percorrono lingue di terra che si insinuano nel mare, percepisco, quasi fisicamente, di essere irrimediabilmente innamorato di quelle latitudini le cui atmosfere ti entrano nel cuore, nella mente, sotto la pelle.
La magica Edimburgo, i castelli dagli evocatori nomi di Urquhart, Dunrobin ed Eilan Donan, il Loch Ness (e il mostro dov'è?), le isole Orcadi e le Ebridi. i kilts, le cornamuse, le highland cattles, il Vallo di Adriano.
Luoghi, uomini, cose che ti parlano in silenzio, nel modo di chi non ha bisogno di parole per far sentire la propria voce.

1998 - RITORNO NEL PAESE DEL SOLE A MEZZANOTTE



Qualcuno ha detto che non si dovrebbe mai tornare nei luoghi dove si è stati felici, si rischia la delusione, ma non sempre è così.
Questo viaggio ripercorso, sull'identico itinerario, ben 31 anni dopo, ha saputo rinnovare le stesse sensazioni ed emozioni che mi avevano allora affascinato e rimaste inalterate nel tempo, scritte con inchiostro indelebile dulle pagine di un immaginario libro dei ricordi.
Lassù l'inesorabile scorrere del tempo pare essersi fermato; tutto, o quasi, sembra essere rimasto come mi si era presentato quando, poco più che ventenne, intrapresi il mio primo, grande viaggio.
Certo oggigiorno i centri abitati s
i sono ingranditi, dove si incontravano minimi insediamenti composti di piccole, rosse casette, che per contarle bastavano le dita di una mano, con (avolte) la pompa del carburante, troviamo ora veri paesi con tanto di banca, supermercato fornito di ogni genere di merci e, non di rado aree di servizio munite di camper-service.
Lungo il percorso si incontrano molti turisti, italiani in particolare. Allora sulla rotta del "grande nord" trovai un solo equipaggio italiano, alcuni tedeschi e nulla più............
Questo viaggio durato 11.060 Km. se p
ur avversato dal maltempo e da qualche intoppo di natura maccanica, ha lasciato indimenticabili ricordi ed emozioni che la foga della prima visita mi aveva impedito di assaporare, fornendo ora una diversa, più ragionata, chiave di lettura permessa dall'età matura.
Lassù, ai confini del mondo, in quelle terre dove luce e tenebra si spartiscono a metà il corso dell'anno, ci si ritrova franstornati, profondamente impressionati. immersi in una sorta di caos primordiale che forma visioni fantastiche lasciando, al ritorno alla quotidianità, una tremenda nostalgia, quale solo per le cose sublimi è possibile provare.




1997 - IL VENTO DELL' EST



Giust0 trent'anni orsono mi affacciavo per la prima volta a quei territori allora costretti sotto una difficilmente penetrabile coltre silenziosa. A così notevole distanza di tempo si accende la curiosità di vedere cosa sia cambiato dopo il 9 novembre 1989, giorno che vide il memorabile crollo del "muro di Berlino". L'iniqua barriera, dall'agosto 1961, rappresentò la tappa finale di 239 cittadini della Germania dell'est uccisi dalle guardie del regime, i famigerati "Vopos" (senza contare gli innumerevoli feriti e gli oltre 60.000 incarcerati), mentre tentavano di raggiungere la zona ovest della città e con essa la libertà perduta nel 1949 quando, alla fine della seconda guerra mondiale, unilateralmente la Sovjetische Besatzungszone, zona di occupazione sovietica, venne dichiarata Deutsche Demokratische Republik.
Ecco così nascere l'idea di questo viaggio il cui itinerario si dipana quasi totalmente nel cuore di quella che fu la Prussia, una regione poco battuta dal turismo, con le sue genti osservanti (fin troppo) del raziocinio e del senso del dovere, con la grande metropoli tornata capitale che rinasce faticosamente dalle ceneri della guerra e di una lunga e soffocante oppressione. Antiche città con profonde radici storiche e culturali, tipiche cittadine, castelli immersi nel verde, luoghi dall'atmosfera particolare dove natura e tradizione si confondono armoniosamente. Infine, occasioni che paiono fatte apposta per sfatare il luogo comune che i tedeschi mangiano solo patate e wurstel e bevono solo birra.

1996 - L'ALTRA FRANCIA




Risolti in qualche modo i problemi presentatici dalle componenti giovanili ed anziane della nostra piccola tribù siamo pronti a rimetterci per strada.
Ci serve un itinerario che non disgiunga all'interesse di visita la possibilità di un viaggio in scioltezza, senza stress.
La scelta cade quindi
sull'Alsazia, la regione francese dove si confondono culture, atmosfere, luci, suoni e sapori. Un territorio compreso fra le cime arrotondate dei Vosgi ed il Reno che oggi, dopo secoli di guerre segna il confine con la Germania. Paesini dalle case color pastello, costruite con la secolare tecnica "a graticcio" alleggiadrite da balconi e davanzali traboccanti gerani coloratissimi, intatte cinte murarie medievali, vasti e pregiati vigneti, antiche leggende, gastronomia sopraffina, verdi panorami, architetture gotiche e rinascimentali. A degna conclusione il fascino antico e sempre nuovo della "Ville Lumière" ed il fantastico modo Disneyland.



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1994 - AUSTRIA FELIX


Le mutate esigenze dei ragazzi ormai cresciuti (sigh!) e la nostra irriducibile voglia di viaggio hanno portato ad una sorta di salomonico compromesso che spartisce a metà il tempo a disposizione per le vacanze estive.
Il patto di non belligeranza prevede così dieci giorni di viaggio ed altri dieci di stanziamento in una località marina con ampia offerta di "vita da ragazzi".
Una ragionata scelta ci porta in Austria, data la poca distanza ed il notevole interesse che il paese danubiano riveste. Sarà poi la volta della prestigiosa Lignano Sabbiadoro, olt
retutto strategicamente situata sulla strada del ritorno.
La riproposta della confinante patria di Mozart, Strauss, Freud, Maria Teresa e Francesco Giuseppe con il suo patrimonio storico-architettonico-paesaggistico, risulta vincente con la possibiltà di una visita più rilassata che non la precedente effettuata con i bambini piccoli e le loro vincolanti necessità.
La nazione che fu per lungo tempo al ce
ntro di un vasto e potente impero, punto d'incontro fra le culture germanica, latina e slava, presenta centri storici pefettamente conservati; romantici campanili a cipolla bucano stupendi panorami montani che portano incastonate emozionanti gallerie di ghiaccio, cascate, miniere di sale, balconi fioriti di gerani multicolori.
Abiti vezzosi, cappelli con piume di gallo cedrone, pantaloni di cuoio, cucina ricca, pregevole enologia e superba pasticceria contribuiscono nel porre l'Austria in posizione giustamente assai rilevante su una ipotetica scala di valori turistici.
Tornati in Italia ecco fra i delta di Isonzo e Tagliamento, mare, spiaggia, pineta, discoteche e quant'altro ci tocca di sopportare................

1992 - GOURMANDISE FRANCAISES



La scuola frequentata da nostro figlio intrattiene rapparti di partnerariato con la scuola media di Buorg-lès-Valence, cittadina francese situata nella regione Rhone-Alpes. Da tempo è in fase di studio la possibilità di uno scambio culturale fra gli studenti dei due istituti con ospitalità alternatamente presso le famiglie di appartenenza.
La curiosità di vedere in anteprima il luogo dove nostro figlio potrebbe trascorrere il tempo di una notevole esperienza di vita. La voglia di conoscere una regione ricca di un pregevol
e patrimonio culturale e naturale. La golosità di scoprire i tesori di una terra ricca di produzioni agricole d'eccellenza, riconosciute dalle numerose DOC. Diversi sono i motivi che ci portano in luoghi che, con eccezione della stupenda Bretagna, non possono regalare eclatanti emozioni paesaggistiche ma portano alla scoperta di regioni lontane dai grandi flussi turistici dov'è possibile recuperare il senso più profondo del viaggiare; capire che attraversare un Paese è un pò comprendere, scoprire e conoscere genti, modo di vita, usanze e......chi l'ha detto che la gastronomia non sia un valido motivo per visitare una parte, per noi nuova, del nostro vecchio mondo?
In queste regioni della patria di Carlo Magno risulta assai ardua l'impresa di mantenersi sufficientemente parchi e sobri, tale e tanta è la quantità e qualità di profumi e sapori. L'arte della tavola
e l'importante patrimonio vinicolo di cui i francesi vanno (fin troppo) orgogliosi saprebbero traviare anche il più fanatico della dieta.
Il tutto completato con il ritorno al mondo della beata infanzia regalatoci dalla supertecnologica Disneyland che ci ha pienamente coinvolti pur facendoci passare per sciocchi sempliciotti agli occhi di una "acculturata" signora romana, semisepolta da un carico di scintillanti gioielli, che al nostro dire ha opposto la sua visita al Louvre!

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1991 - LE TERRE DEL MARE

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La nostra attenzione, questa volta, è riservata a quei Paesi che con Italia, Germania Ovest e Francia a seguito dei trattati di Roma nel 1957 sancirono la costituzione della CEE, innalzando così il primo pilastro di quella che sarebbe diventata l'attuale Unione Europea.
Eccoci dunque dirigerci alla volta del "Benelux".
Iniziamo con il Belgio, nazione marcatamente multietnica e cosmopolita, conseguentemente al fatto di e
ssere sede di importanti organismi internazionali e dal lungo possesso di colonie oltremare. Africani, asiatici, greci, turchi, senza dimenticare i moltissimi italiani, vivono ormai da generazioni in questa che fu una delle prime nazioni che ebbe a subire la rivoluzione industriale nel continente europeo, con il conseguente forte movimento immigratorio fin dal XIX° secolo.
Questa peculiarità, unita alla particolare posizione geografica, ne fanno il cuore del Vecchio Continente, espressione
delle due principali matrici linguistiche e culturali d'Europa: la neolatina e la sassone-germanica. Sono tre le aree linguistiche i cui confini sono netti e ufficialmente riconosciuti; al nord la comunità fiamminga parla il neerlandese, al sud i valloni parlano francese e, ad est la popolazione germanofona parla tedesco. Le tre lingue hanno pari riconoscimento seppur non identica diffusione percentuale.
Il territorio non presenta particolari attrattive paesaggistiche, si incontrano vaste zone in cui è predominante l'aspetto industriale con grandi impianti siderurgici e tutt'altro che attraenti col
line di scorie; vasti orizzonti leggermente inclinati che arrivano sino al mare e monotone pianure il cui solo pregio risiede nell'ammirare la tenacia con cui l'uomo ha saputo trasformare terre salate in fertili campi.
L'Olanda ben si merita l'appellativo di "Paesi Bassi" dove assai raramente la quota del territorio raggiunge il metro sul livello del mare. La società è segmentata in compartimenti stagni, ognuno occupato da una diversa etnia incomunicante con le altre a causa delle troppo marcate diversità culturali, ideologiche e religiose con un eccessi
vo provilegiare le libertà e differenze dell'individuo a scapito di un' omogeneità sociale.
Accanto a piccoli centri dove la vita scorre (anche troppo ) tranquilla, si trovano le grandi città pullulanti di locali a luci rosse dove prostituzione ed omosessualità sono legalizzate, numerosi i coffe-shop, locali autorizzati alla vendita di sostanze stupefacenti dov'è possibile trovare, provare e d avere consigli sulla varietà dei prodotti offerti i
n vendita.
Le evidenti diversità hanno soffocato anche la classica immagine dell'olandesina con cuffietta a punta, trecce bionde e zoccoli ai piedi. La babele di lingue parlate va dalla lingua ufficiale neerlandese al frisone, ai vari dialetti francofoni o sassoni che hanno pur qualche forma di riconoscimento ufficiale, per finire ai vari arabo, turco, cinese, afrikaan o malese degli immigrati, senza dimenticare che una gran parte della popolazione giovanile di Amsterdam pare essere composta da ragazzi italiani che qui hanno fissato l'appuntamento con la trasgressione.

Altrettanto variegato il panorama che, da avveniristiche architetture dei centri altamente industrializzati, passa ai polder piatti e verdeggianti, percorsi da fiumi e canali dove si specchiano mucche e mulini a vento, per terminare in coste disseminate di basse dune sabbiose poritette da poderosi sbarramenti e dighe.
Infine il Lussemburgo, una nazione così piccola che, sulle carte stradali, i suoi confini trovano fatica a contenerne il nome per intero. Questo che risulta essere l'unico Granducato esistente al mondo è di assoluto nullo interesse turistico, ma punto di riferimento per la valutazione della qualità della vita e modello di efficienza finanziaria anche i
n virtù di una legislazione particolarmente propiziatoria che ne ha fatto una sorta di paradiso fiscale.
Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui è stato coniato il motto della nazione: "Mir welle bleiwe wat mur sin - Vogliamo rimanere ciò che siamo"

1990 - GULE GULE TURKYE


Un viaggio desiderato da tempo, accuratamente preparato a tavolino ed anche un pochino temuto per i molti interrogativi che ci siamo più volte posti.
Un itinerario di lunga percorrenza con il doppio attraversamento di quella Jugoslavia dalla sperimentata inospitalità, le strade, i rifornimenti, il clima, i desrti territori interni, le genti, la religione, le usanze, la storia (mamma li turchi!) Forse proprio questo stimola la curiosità e la voglia di metterci alla prova.
Si rivelerà un lungo viaggio
costellato di numerosi eventi negativi, sia di salute che meccanici, che ci hanno fatto sorgere il non infondato dubbio di aver violato qualche ancestrale tabù capace di suscitare le ire degli dei i cui spiriti ancora aleggiano su quelle terre dove miti e leggende sono presenti e quasi palpabili.
Rimarranno comunque indelebili nella memoria luoghi, colori, suoni, odori e profumi, situazioni, sapori, mito e quotidianità, personaggi strani e visioni fantanstiche.
Istambul, ammassata sul Bosforo con l'inc
redibile sua capacità di far coesistere situazioni comuni a qualsiasi grande città occidentale con la vita che si dipana nelle "sakaklar" le strette vie adiacenti a quel pentolone di umanità in ebollizione che risponde al nome di Gran Bazar, l'allucinante traffico che non trova eguali e le ovattate atmosfere di moschee e palazzi dei sultani.
Ankara modesto insediamento di pastori improvvisamente trovatosi capitale per volere politico.
La favolosa Cappadocia dove la mano del
la natura ha incontrato quella dell'uomo giocando a scolpire forme strane e bizzarre.
Monumenti e testimanianze tramandate dalle civiltà passate di Troia, Efeso, Pergamo, segni lasciati da Crociati e Templari, vestigia ittite e modernew stazioni balneari assediate dal cannibalesco turismo di massa.
Il venditore di tappeti che, visto il mio totale disinteresse per i suoi pur pregevoli manufatti, ha proposto l'acquisto di mia figlia per un non ben precisato numero di cammelli accontentandosi infine di un consolatore bacetto sulla guancia.
Ragazzini dagli occhi di brace che alla vista del nostro figliolo dal teutonico aspetto lo catturano per giocare invitandolo a visitare le loro case.
Se è vero che viaggiare significa "diventar del mondo esperto" (Dante, Inferno XXVI) l'esperienza turca rappresenta un ben n
otevole arricchimento.

1989 - IBERICA


La curiosità di arrivare ai 9° 30' del punto più occidentale del continente europeo. Guardare oltre al punto dove, secondo il mito, Eracle conficcò nel suolo delle opposte rive le colonne che segnavano i confini del mondo. Conoscere Paesi un tempo assurti a simbolo dell'epopea di scoperta e conquiste coloniali europee in ogni dove ed oggi custodi di splendide architetture primeggianti fra le tante del vecchio continente. Un mondo variegato fatto di mille realtà piccole e grandi, luoghi dove il tempo si perde nello spazio, ambienti naturali ancora "quasi" intatti, bellezze naturali che vanno ad unirsi alla gentilezza delle genti lusitane (sicuramente non altrettanto si può dire degli ispanici). Spazi e tradizioni per noi ormai remoti e che risentono di contatti con civiltà diverse e lontane, culture che vanno rapidamente deteriorandosi e pericolosamente minacciate d'estinzione.
Questo viaggio, dalle ventose coste franco-spagnole, teatro di frequenti disavventure che vedono vittime di furti i turisti in generale e segnatamente i camperisti in sosta notturna, porta ai soffocanti scenari del centro della penisola iberica dove ci si pe
rde nella caoticamente bellissima Madrid.
Storiche e suggestive mete ci seguono verso quel sogno chiamato Portogallo che ci regala, purtroppo uno spiacevole contrattempo lisbonense che non pregiudica, comunque, la prosecuzione alla volta delle meraviglie andaluse.


1988 - LA STRADA DELLE FIABE


Un itinerario di viaggio, a volte, può prenedere spunto da un episodio, magari occasionale, che nulla ha da spartire con l'idea di turismo.
Ciclicamente sento il bisogno di leggere qualche pagina che sappia di buono come fosse stata strofinata con il sapone da bucato, qualcosa che possa distogliere dalle notizie, solitamente deprimenti, propinateci dai mass media. Qualcosa che si discosti dagli abituali argomenti primeggianti, in una ipotetica scala di interressi personal
i, che ci portano verso letture se non monotematiche ma molto simili fra di loro.
Eccomi così, lo scorso inverno, leggere alcune fiabe da un vecchio libro dei miei figli. E' stato come fare un regalo alla fantasia, tornare un pò bambino fra soldatini di stagno, principesse, orchi, fate, nani, giganti e burattini di legno.
Seguiamo allora il corso del "Vater Rh
ein", il Padre Reno che ha visto passare secoli di storia, glorie, miti, leggende, combattimenti, faide religiose e guerre.
Approdiamo poi nella terra dei terribili guerrieri vichinghi, della sognante Sirenetta, dell'anima inquieta del tragico Amleto ed, ai giorni nostri, dei mattoncini Lego e della meggiore industria di cibi surgelati a livello mondiale.

1987 - DI QUA E DI LA DAI PIRENEI


Dai maestosi scenari alpini si scende a luoghi che parlano di Petrarca, di Papi, del fantasioso Tartarino, di mirabili architetture medievali, di sconcertanti luoghi di fede. Ecco poi profilarsi le tondeggianti forme di quei monti detti Pirenei, Pyrénées o Pireneos che dir si voglia. La catena montuosa che forma paravento naturale tra Penisola Iberica ed il resto d'Europa affonda le radici del suo nome nella mitologia greca con la leggenda che colloca lassù il luogo di sepoltura di Pirene, la bella e sfortunata figlia di re Bebrys, vittima dell'amore per Eracle.
Non minore è l'alone di leggenda che avvince al solo nominare il "Cammino di Santiago" che proprio fra i Pirenei pone una delle tappe fondamentali.
Notevoli città d'arte, coste semiselvagge, estese spiagge di sabbia bianca, pittoreschi villaggi di pescatori, tradizioni di indomiti popoli, torride mesetas, folclore e, certo non ultimi, buoni cibi.
L'interesse di un tale viaggio è garantito!

1986 - DOUCE FRANCE



Il ricordo delle tribolazioni patite lo scorso anno è ancora sufficientemente vivido per indurci alla programmazione di un viaggio che all'interesse di visita non disgiunga agevoli possibilità di rifornimenti, un minimo di igiene ambientale e possibilità di soste in tranquillità. Tutto deve essere assunto in dosi ragionevoli, figurarsi i disagi!
Decidiamo quindi di far visita al paese transalpino, meta assai apprezzabile per storia, arte e bellezze naturali. Si aggiunga la risaputa buona accoglienza nei confronti del turismo itinerante e risulta facile rivolgere l'attenzione a questo itinerario.
Ecco così susseguirsi la splendida Parigi della quale non è possibile elencare i più rilevanti motovi d'interesse, ognuno segua il percorso suggerito dalle personali priorità ed interessi, tanto ce n'è per tutti i gusti.
Le coinvolgenti visioni della Normandia, tra siti naturali stupendi ed emozionanti ricordi storici.
I monumenti megalitici ed il folclore della Bretagna.
La selvaggia solitudine della Cornovaglia.
Gli autentici gioielli architettonici dei castelli della Valle della Loira.
E, non certo ultimi, accattivanti sapori enogastronimici.





1985 - Luci ed ombre sui Balcani


I bambini sono ormai collaudati, decidiamo quindi per una meta più "esotica" scegliendo quella Jugoslavia che a motovi paesaggistici ed artistici non disgiunge il piacere di bagni di mare che sempre affascinano i più piccini.
Il viaggio ci porta a percorrere tutta la costa del "mare nostrum" per afforntare poi, al ritorno, la più scabrosa parte interna della nazione nata dalla forzosa unione di razze, culture, religioni, usi, idiomi e costumi diversi: italiani nella zona dalmata, slavi in quella danubian, turchi ed islamici nella subasiatica.
Rilevanti città, affascinanti panorami, mari sicuramente fra i più belli dell'intera area mediterranea, si scontrano purtroppo con notevoli disagi dovuti a disastrose condizioni igieniche, supermercati (?) e negozi più spogli di una pornostar sotto la doccia, campeggi fatiscenti cui è fatto d'obbligo appoggiarsi causa l'assoluto divieto di sosta libera, acqua non sempre potabile e, a condire il tutto, la somma scortesia delle genti particolarmente accentuata fra i serbi.
Eventuali cadute d'attenzione espongono inesorabilmente a furti e raggiri vari (particolare attenzione si presti ai distributori di carburante dove si riscontrano costi di accentuata variabilità e la quantità, erogata da obsolete pompe, non è mai controllabile data la "temporanea avaria" dei congegni contalitri)
Accurati controlli si meritano anche gli uffici cambio delle banche, i tassi oscillano in misura sorprendente, a volte addirittura del 20-30% , non di rado, vengono rifilate banconate fuori corso. Si tenga, inoltre, presente che la valuta in eccesso non potrà essere riconvertita al momento d'uscita dalla Repubblica Federativa, consigliabile quindi il cambiare di volta in volta piccole somme anche se ciò comporta un maggior numero di quote di commissioni bancarie.
Un discorso a parte dev'essere fatto per la circolazione stradale; oltre alle miserrime condizioni della pavimentazione, una costante e vigile attenzione si deve rivolgere al comportamento degli spregiudicati modi di guida dagli autisti di mezzi pesanti ed automobilastri vari, fantasiosi interpreti del codice stradale (se mai ne esiste uno).
La lingua italiana è, bene o male, da tutti compresa sino a Dubrovnik, inglese fra i giovani e tedesco fra i più anziani risultano abbastanza diffusi, pressoché sconosciuto il francese. Nelle zone interne di Montenegro e Kosovo solo il linguaggio dei gesti permette di stabilire un approssimativo contatto con genti dall'idioma e grafia (cirillico) totalmente impenetrabile.
Nota distintiva della stragrande maggioranza della popolazione risulta l'indole assolutamente scorbutica, con copiosi sconfinamenti nell'indisponente, inurbano e, non di rado, apertamente ostile.