2004 - NEL REGNO DI VLAD DRACUL



Trascorsi ormai quattro anni, riprendiamo il dialogo con il corso del Danubio che segna gran parte delle frontiere meridionali romene con Serbia e Bulgaria, per andare infine a concludere il suo cammino nel Mar Nero.
Paesaggi incontaminati, notevoli siti culturali, antiche usanze, ritmi di vita e tradizioni gelosamente conservate, cucina robusta con larga varietà di carni, pesce, verdure e.....sorpre
sa, un'ottima polenta (mamaliga).
Strade con pavimentazione che risulta benevolo definire oscena, genti sorridenti ma che mostrano chiara la discendenza dal conte Vlad Dracul, il cui figlio aveva la passione di impalare i nemici, il tremendo Nosferatu, il vampiro che succhiava il sangue delle sue vittime. Oggigiorno, ovviamente, il sangue non risulta più essere la mira più ambita, il suo ruolo è stato sostituito dai quattrini.
Non sarà mai sufficiente l'attenzione da prestare a conti e resti solitamente errati, balzelli assortiti e contravvenzioni inventate con incredibile fantasia dalla polizia stardale.

Di contro i prezzi ricordano quelli dei tempi andati, quei tempi che rivivono nei fiocchi rossi apposti ai finimenti dei cavalli per scacciare il malocchio, nei villaggi dove l'unico approvvigionamente idrico è reso possibile dai pozzi. Luoghi dove il tempo è fermo anni luce addietro, dov'è di la da venire il rinnovamento che si avverte nei centri maggiori dopo gli anni bui del soffocante comunismo di Ceausescu.
In questo paese che sembra essere alla ricerca di una sua identità e pieno di contraddizioni convivono etnie diverse con forte presenza di zingari Rom (ammontano al 2,5 della popolazione, la comunità maggiore al mondo). La lingua ufficiale risulta l'unica neolatina del blocco orientale e questa proprietà fa si che l'italiano sia compreso con facilità, particolarmente di questi tempi con i vasti movimenti migratori verso l'Italia che, in periodo di ferie estive riportano in patria numerosi giovani.


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